È di ieri la notizia che il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luca Lotti aveva indicato il 2018 quale data per l'eventuale riforma delle Pensioni. E mentre tutto sembra chiudere le porte per i lavoratori in attesa della tanto agognata riforma, ecco che Annamaria Furlan della Cisl, durante un'intervista a il sussidiario.net, ribadisce che la politica deve occuparsi dei problemi che attanagliano il Paese. E rincara la dose sottolineando che la legge Fornero è la peggiore legge pensionistica d'Europa. Per questo motivo la Cisl ha presentato una proposta per la riduzione delle tasse di 1.000 euro senza attendere l'intervento dell'Irpef, promesso da Renzi, del 2018.

L'Europa però avverte il governo che la spesa pensionistica in previsione, tra il 2020 e il 2032, è in aumento dello 0,7 % del Pil e che, per questo motivo, bisogna evitare di aumentarla ulteriormente. E in una situazione alquanto caotica le dichiarazioni di Tito Boeri lasciano perplessi. Dalla Cina Boeri parla del progetto pensionistico che dovrebbe essere oggetto, non si sa quando, di modifiche. Durante l'intervista rilasciata al Sole 24 ore il Presidente dell'Inps spiega che il nostro sistema pensionistico è un vero e proprio punto di riferimento e che i fiori all'occhiello sono la puntualità e l'efficienza dei pagamenti.

Salvini si aggiunge alla protesta

Matteo Salvini si è detto disponibile a partecipare alla protesta che si terrà davanti al Ministero dell'Economia martedì 15 settembre in compagnia dei sindacati Cgil, Cisl e Uil.

Anche il gruppo parlamentare diSEL e il gruppo Misto con Civatihanno confermato la loro presenza alla manifestazione. L'intenzione di Salvini è quella di occupare il Ministero dell'Economia per cancellare la legge Fornero. Secondo il Leader della Lega, Renzi trova il tempo per tutto tranne che quello necessario per occuparsi della riforma che interessa a milioni di italiani.

Prudenza e massima attenzione all’equilibrio dei conti questo è quello che si sussurra a Palazzo Chigi perché,rimettendo mano alla legge Fornero a favore di una maggiore flessibilità, si comprometterebbe uno dei punti di forza del nostro Paese a livello internazionale e si incrinerebbe la credibilità per gli anni a venire. E tra ipotesi e dietro front si continua a tergiversare ma sia il governo che le parti sociali non concordano sui tempi e sulle modalità della riforma. E i lavoratori aspettano.