Le scelte effettuate dalla Merkel in fatto di politica scolastica riescono persino a ridicolizzare le attuali scelte normative contenute all'interno della Buona Scuola di Renzi. Lo stesso Premier sembra aver pensato solo al 10% di quello che in Germania si sta mettendo in atto dal punto di vista delle riforme scolastiche. Una situazione estrema che rende pallida e spenta la rivoluzione ideata e realizzata dal nostro Governo italiano.

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Contratti annuali e soppressione della dodicesima annualità

La prima agghiacciante modifica della riforma scolastica tedesca riguarderà i contratti dei Professori, i quali non saranno più garantiti a vita, così come succede in Italia, ma verranno di anno in anno rinnovati. Il rinnovo, non più automatico, dipenderà principalmente da alcuni fattori: primo tra tutti, il comportamento del docente (quantità di assenze annuali, puntualità, rispetto verso i superiori ecc.); secondo, dalla loro produttività (in Germania come nel resto dell’Europa questo termine prende l’appellativo di ‘performance’); infine, l’ultimo aspetto riguarderà il loro continuo e persistente aggiornamento professionale.

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Basta che non venga rispettato uno di questi elementi e si correrà il rischio di perdere definitivamente la possibilità di usare il titolo di ‘Professore’. Tutto questo sarà chiaramente valutato dall’Istituzione scolastica in cui il docente ha lavorato l’anno precedente. Insomma, non si finisce mai di studiare… direbbe qualcuno, studiare il modo per vessare gli insegnanti – direbbero loro stessi. Stranamente però i lavoratori interessati, in Germania, non hanno ancora accennato un minimo di protesta.

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Staremo a vedere.

La seconda notizia, poi, è di quelle da brivido: la Merkel trasforma la sua opera d’arte in un vero e proprio capolavoro che rimarrà una pietra miliare nel mondo del welfare europeo con la bella idea di eliminare definitivamente la dodicesima mensilità negli emolumenti dei poveri insegnanti. Perché? Solo perché i silenziosi e umili docenti tedeschi ad agosto non lavorano e quindi – secondo il ragionamento del Premier Tedesco – gli stessi docenti non avranno certamente bisogno di spendere e spandere inutili quattrini.

Gli insegnanti sono preoccupati per il rischio di emulazioni

La notizia non è falsa e si tenta con stupore quasi a crederci. Purtroppo la notizia è verissima e secondo qualche insegnante italiano occorrerebbe non fare troppo pubblicità, bisognerebbe evitare qualsiasi eco, solo per scongiurare prevedibili ‘emulazioni’ da parte di qualsivoglia delfino del nostro Premier Renzi. A sentire queste clamorose notizie, paradossalmente, gli insegnanti italiani possono ritenersi fortunati perché, in fondo, la loro situazione risulta più stabile e meno preoccupante di quella tedesca.

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