Dopo l'assemblea nazionale del 6 settembre a Bologna, dove i comitati e i sindacati hanno delineato quale dovrà essere la linea da seguire per portare avanti la mobilitazione contro la riforma scuola 2015, il primo appuntamento ufficiale è per il 23 settembre, quando si organizzerà in molte piazze d'Italia la cosiddetta notte bianca della scuola italiana. L'appuntamento più importante si tiene a Roma e la manifestazione sarà davanti alla sede del MIUR, a viale Trastevere, con concentramento previsto per le ore 16.30: dopo il presidio vi sarà una fiaccolata.
Da sottolineare come il mondo della scuola scenda in piazza in accordo con un altro presidio che si terrà contemporaneamente dinanzi al Senato, dove la mobilitazione è in difesa della Costituzione Italiana. Si tratta di un tentativo di 'unire' le lotte dal basso e di difendere il dettato costituzionale dai continui attacchi provenienti dal mondo della politica e dal governo Renzi.
L'iniziativa si svolgerà in questi termini: al centro vi sarà una sorta di set fotografico che dovrà raccontare lo stato della scuola italiana e contemporaneamente vi sarà la lettura di tutti gli articoli della Costituzione che sono contraddetti dalla riforma della scuola 2015 targata Renzi-Giannini.
I punti fondamentali della protesta contro la riforma della scuola 2015
Sono molti gli elementi di criticità che verranno sottolineati durante la notte bianca della scuola e la mobilitazione contro la riforma Renzi-Giannini si fonda su una serie di elementi di cui si chiede l'immediata modifica perché incostituzionali. In primo luogo, la scuola deve essere un luogo di formazione della persona e non un ambiente che si basi sulla competizione: il primo no è al preside-manager e ai 'comitati di valutazione' gestiti internamente alle scuole. In secondo luogo, si chiede a gran voce l'assunzione di tutti i precari della scuola. Terzo punto è la questione del contratto nazionale: si chiede non soltanto il rinnovo ma anche l'adeguamento al livello europeo.
Il quarto punto chiede che vengano ritirate tutte le deleghe in bianco al governo, perché mettono in crisi il processo legislativo democratico e danno tutto il potere decisionale al governo stesso. Il quinto punto sottolinea l'incostituzionalità del lavoro gratuito che i ragazzi dovranno svolgere nel piano di collegamento tra scuola e lavoro. Sesto punto è la 'solita' questione dei fondi alle scuole private che, ancora una volta, sono stati non soltanto mantenuti ma accresciuti. Ultimo punto riguarda la difesa della scuola pubblica italiana dall'ingresso delle fondazioni private che non faranno altro che accentuare le disparità tra le varie zone d'Italia, creando di fatto scuole di serie A e di serie B.
Infine, la mobilitazione del 23 settembre servirà anche da base operativa per l'organizzazione di una manifestazione generale della scuola, da collegarsi allo sciopero generale dei lavoratori e lavoratrici contro le politiche economiche del governo Renzi, che dovrebbe tenersi già ad ottobre. Insomma, l'autunno si sta già scaldando e la scuola italiana non si arrende ai dettami della 'Buona scuola' renziana.
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