La Legge di Stabilità è finalmente alle Camere per la discussione dei vari articoli di cui è composta. Molto importante è il capitolo pensioni, nonostante non ci siano stati interventi a 360 gradi per quanto concerne la flessibilità in uscita. Opzione donna e settima salvaguardia però, sono temi molto caldi e provvedimenti di un certo rilievo che sono stati inseriti nella manovra appena varata. Proprio su questi punti, in questi giorni si attendono numerosi emendamenti, sia da parte delle opposizioni che da parte di alcune frange dei partiti di maggioranza.

Gli emendamenti per opzione donna, cosa dobbiamo aspettarci?

La proroga o estensione di opzione donna è la facoltà concessa a determinate lavoratrici di uscire dal lavoro a 57 anni e 3 mesi con 35 anni di contributi. I requisiti anagrafici e contributivi devono essere raggiunti entro il 31 dicembre 2015 e la pensione scatterebbe in base alle finestre mobili entro 12 mesi, cioè a tutto il 2016. Il problema più grosso sono i tre mesi ulteriori che servono al compimento dei 57 anni di età. Questi, sono i mesi in più che derivano dall’aumento dell’aspettativa di vita, ed a causa loro, tutte le donne che compiono 57 anni di età nell’ultimo trimestre di quest’anno, sono escluse dal provvedimento. Alcuni emendamenti già pronti, sono rivolti ad annullare questa restrizione per permettere a tutte le cinquantasettenni di poter usufruire di questa misura.

In pratica si cercherà di eliminare dai requisiti il problema dell’aumento della aspettativa di vita. Tra i gruppi politici inoltre, sembra che qualcuno stia valutando l’idea di estendere opzione donna a tutte quelle che compiono i 57 anni entro il 2016.

Cosa può essere fatto?

Naturalmente, facoltà di tutti i Parlamentari è di presentare emendamenti da aggiungere alla finanziaria, ma questi atti vanno discussi ed approvati alle Camere. Per l’emendamento sull’aspettativa di vita, difficoltà grosse non c’è ne sono, potrebbe benissimo ottenere l’ok delle Camere per eliminare una evidente discriminazione a cui andrebbero incontro donne con la stessa età al 31 dicembre (57 anni) che hanno un unico difetto che è la data di nascita nell’ultimo trimestre dell’anno.

Si tratterebbe di estendere il provvedimento a poche migliaia di lavoratrici che graverebbero poco in termini economici sulle casse pubbliche. Diverso è il discorso sull’estensione di questa uscita in anticipo a tutto il 2016. Questo, sarebbe un emendamento che ha poche speranze di essere preso in considerazione, proprio per via degli alti costi per lo Stato. Infatti se sono stati stanziati 2 miliardi di euro per opzione donna, così come è inserita nella bozza di Legge, c’è ne vorrebbero almeno altri 2 per il 2016. Se non è una missione impossibile poco ci manca. Siamo certi che le proposte saranno tante sia dall’interno della maggioranza che dall’esterno, ma su alcune di queste è possibile anche che ci sia una posizione comune da parte di tutti gli schieramenti, unione di intenti che potrebbe soddisfare numerose persone che sognano la pensione.