In una intervista televisiva di ieri 11 ottobre, Renzi ha ufficialmente chiuso il capitolo flessibilità e riforma delle pensioni. Con la ormai imminente Legge di Stabilità, in programma il 15 ottobre, non si riformerà il sistema previdenziale italiano. Il Premier ha detto che se riparlerà in futuro, con un decreto a se stante e quindi niente cambiamenti per la flessibilità in uscita. La coperta è troppo corta, le casse dello Stato sono vuote e non si può mettere a punto una riforma di queste proporzioni. Le tante proposte, ipotesi e discussioni di questi ultimi mesi cadono nel vuoto, almeno oggi e tra l’immane confusione creata, vediamo quali requisiti sono quelli utili per andare in pensione dal 1° gennaio del nuovo anno.
Circolare INPS
La speranza che qualcosa cambiasse in meglio con la possibile riforma tanto discussa e tanto sognata è definitivamente tramontata. Come se all’INPS fossero già convinti che tutto sarebbe rimasto inalterato, il 20 marzo del 2015 con la circolare n° 63, l’Istituto metteva nero su bianco i nuovi requisiti per andare in pensione dal 1° gennaio 2016. La Legge di riferimento resta sempre la stessa, la dura e famigerata Legge Fornero ed i requisiti anagrafici si inaspriscono per l’adeguamento all’aumento della speranza di vita. Il sistema delle quote, cioè della somma tra età anagrafica e numero dei contributi versati aumenta di 0,3 punti mentre la sola età anagrafica viene inasprita di ulteriori 4 mesi.
Vecchiaia e anzianità dal 2016
Per le pensioni di vecchiaia, quelle che si ottengono al raggiungimento dell’età anagrafica, i nuovi requisiti sono 66 anni e 7 mesi per i maschi e 65 anni e 7 mesi per le donne. Per queste ultime è già previsto che dal 1° gennaio 2018, l’età anagrafica aumenterà di un anno e si uniformerà a quella dei maschi. Ma per il 2018 crediamo che si arriverà a cambiare la Legge Fornero, almeno lo speriamo. Per la pensione di anzianità, quella che oggi viene definita pensione anticipata, ci vogliono 42 anni e 10 mesi di contributi versati senza calcolare l’età anagrafica ne caso di soggetti di sesso maschile, mentre per le donne 41 anni e 10 mesi. Poi ci sono le uscite particolari, quelle per cui la Fornero lasciò spiragli di anticipo vero e proprio.
Per coloro che sono entrati nel mondo del lavoro dopo il 1995, e che quindi hanno iniziato a versare contributi dal 1° gennaio 1996, potranno beneficiare dell’uscita anticipata fissata a 63 con soli 20 anni di contributi a condizione che l’assegno che percepiranno sia si almeno 1250 euro al mese. Dal 2016 per coloro che possono rientrare nel sistema delle quote, ci vogliono almeno 35 anni di contributi ed almeno 61 anni e 7 mesi, ferma restando la quota da raggiungere (la somma tra età e contributi) di 97,6.