"Bocciate senza appello" dal presidente dell'Inps Tito Boeri le misure per la previdenza inserite nella legge di Stabilità 2016: sarebbe stata necessaria l'ultima riforma Pensioni. "Parziali e costosi": così ha definito l'economista bocconiano chiamato dal premier Matteo Renzi a presiedere l'Istituto nazionale per la previdenza sociale le quattro novità sulle pensioni inserite dall'esecutivo nella manovra di bilancio, anche se due di queste ancore in forse perché di fatto legate alle clausole di salvaguardia e quindi al momento non c'è la sicurezza sulle coperture finanziaria, anche se le ultime indiscrezioni che arrivano da Bruxelles sembrano preannunciare un via libera senza problemi alla seconda legge di Stabilità targata Renzi-Padoan che quest'anno punta molto sulla riduzione della pressione fiscale per stimolare i consumi, le nuove assunzioni, la crescita delle imprese, la ripresa economica.

Legge di Stabilità 2016, Boeri: interventi parziali sulle pensioni

Le quattro misure sulle pensioni inserite nella manovra di bilancio sono la proroga dell'opzione contributivo donna e l'estensione della no tax area, la settima salvaguardia per gli esodati e la pensione anticipata col part-time per i lavoratori over 63. Di fronte a quelli che lui ritiene provvedimenti limitati in considerazione dell'esigua platea di lavoratori a cui sono rivolti oltre che dispendiosi dal punto di vista economico, "sarà necessaria - ha sottolineato Tito Boeri - un'altra riforma".

"Sarebbe stato importante - ha ribadito il presidente dell'Inps intervenendo oggi a Roma alla presentazione del bilancio sociale 2014 dell'istituto - fare l'ultima riforma delle pensioni. Aggiustamenti e piccole riforme - ha aggiunto Boeri sollecitato dai cronisti - ce ne sono state tante. Purtroppo questa - ha aggiunto - non sarà l'ultima riforma delle pensioni. Ci sono interventi selettivi e parziali che - ha sottolineato - creano asimmetrie di trattamento".

L'economista bocconiano ha sempre proposto un modello previdenziale equo con flessibilità in uscita sostenibili per l'accesso ai prepensionamenti in cambio di una lieve decurtazione degli assegni previdenziali. Su questo binario si stava muovendo il Governo Renzi salvo poi ripensarci quasi all'ultimo minuto, anche se forse l'andazzo si era capito da tempo, escludendo gli interventi per la flessibilità previdenziale dalla manovra economica e finanziaria.

Riforma pensioni, Inps: speriamo intervento definitivo nel 2016

"Presumibilmente, in assenza di correttivi - ha evidenziato Boeri auspicando modifiche alla legge di Stabilità - daranno la spinta a ulteriori misure parziali, che sono tra l'altro - ha spiegato - molto costose". Il presidente dell'Inps, spera che il 2016 sia l'anno della "svolta"; auspica un "intervento organico, strutturale e definitivo sulle pensioni" che introduca nuove "forme di flessibilità che sono possibili". Boeri, da sempre critico nei confronti della legge Fornero, sostiene inoltre che le misure per i prepensionamenti dei lavoratori delle aziende private devono andare di pari passo con quelle degli impiegati della Pubblica amministrazione, mentre le misure messe in campo e proposte dall'esecutivo rendono anche "difficile - ha spiegato Boeri - la rotazione del personale nella Pa".

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