La Camera ha dato favore alla clausola sociale che decide per i lavoratori dei servizi dei call center la riserva del posto di lavoro anche in caso di successione fra operatori. Il disegno di legge delega attende di superare la lettura del Senato senza troppe deroghe per diventare finalmente esecutiva.Focus dunque sulla conservazione dell’organico preesistente senza licenziamenti o riassunzioni per gli impiegati dei servizi delle telecomunicazioni.

Rispetto dei contratti nazionali

Il leitmotiv è di agire nel senso delle normative collettive e assicurare l’occupazione visti i tempi di compressione dell’impiego, perciò il nuovo fornitore si attiene a mantenere in operatività i dipendenti assunti in precedenza dalla ditta cessionaria.

Eccezioni nel rapporto di lavoro verranno aggiornate in rispetto ai contratti collettivi nazionali ancora in vigore alla data del passaggio. Sono fuori dalla previsione della clausola sociale situazioni in cui il vecchio e il nuovo appaltatore si riferiscano a contratti nazionali differenti, in quale caso verrà statuito il principio di coordinamento tra i due regimi antagonisti. Nella definizione della legge compare anche l’ipotesi di un vuoto di disposizioni per cui si farà valere la decretazione del Ministero del Lavoro che detterà le linee per il trasferimento dell’appalto.

Le legge tace sul comportamento del lasciante riguardo alla liquidazione di fine trattamento e non chiarisce se le spettanze vadano a carico alla ditta subentrante, così anche in questo caso si rimanda ai contratti nazionali.

Una tutela per i dipendenti

La legge, frutto di una inquisizione nel settore, può essere una protezione per una filiera che soffre il male del dumping sociale e finalmente garantisce la continuità occupazionale.

La cronaca ha reso spesso noti episodi di sfruttamento nel settore e pure sono state riscontrate posizioni irregolari. Tanto è il vantaggio dei lavoratori non più sotto la minaccia costante delle lettere di licenziamento, ma non mancano benefici alle imprese. Finalmente saranno obbligate ad investire in innovazioni e ad abbandonare i soliti comportamenti spregiudicati. Non a caso la nuova norma ha riscontrato l’intesa delle parti sociali coinvolte, anche di una big del settore come Asstel.

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