Anziché blaterare di progetto dell'alternanza scuola lavoro i politici dovrebbero concentrarsi maggiormente dei problemi dei docenti precari che da diverso tempo sono senza stipendio. Un vecchio detto recita: 'a morire e a pagare c'è sempre tempo'. Evidentemente lo stesso deve essere ben radicato nella concezione politica odierna al punto di servirsi dei docenti precari senza pagarli per poi lasciarli ai margini della riforma scolastica. Flc Cgil e Gilda denunciano questa vergogna individuando nel Mef il responsabile di questo ritardo inaccettabile e si dichiarano pronti ad azioni legali se non ci si mette seriamente al lavoro per risolvere questo problema versando lo stipendio non corrisposto per le supplenze svolte.

Colpa del Mef

In questi anni si è lavorato molto a cambiare il sistema di pagamento delle supplenze, fino ad arrivare al pagamento diretto degli stipendi da parte del Mef. Le scuole sono state sgravate di lavoro ed ora devono solo trasmettere i dati ma evidentemente questo non basta. Il ritardo nei pagamenti è da addebitarsi interamente all'amministrazione centrale. Tutta colpa del nuovo sistema informatico, secondo DomenicoPantaleo della FLC CGIL, in un articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano in cui descrive la difficoltà di inserimento dei dati per i quali occorrono diverse ore di lavoro da parte delle segreterie scolastiche.

Sulla Legge di stabilità L'Europa ha ammonito Renzi e siccome a pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina, il motivo del ritardo è costituito dal fatto che i 60 milioni di euro che giacciono nei bilanci delle scuole vanno versati all'erario in vista della finanziaria del 2016, con buona pace delle supplenze svolte.

Oltre il danno la beffa

Burocrazia e nuove tecnologie sono le principali responsabili di questo disagio fortissimo che si consuma sulla spalle dei docenti precari.

Ancora una volta si abusa della loro posizione utilizzandoli contro la direttiva comunitaria 1999/70 e poi li si lascia anche senza la fonte di sostentamento. Non solo il ruolo resta un miraggio ma ora li si costringe anche a lavorare gratis. E' ora di dire basta!

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