“In tutti i nostri Paesi l’età media si allunga. È un fatto bello. Da noi ogni tanto arrivano dei funzionari o dei Ministrio le persone che fanno il bilancio e dicono cheabbiamo un problema: i pensionati. È che in Italia si vive più a lungo.Sì, può essere un elemento di difficoltà nel budget, ma non è un problema" spiega il Presidente del Consiglio, intervenuto sulla questione durante il suo viaggio in Cile. Cercandopoi di abbassare i toni Renzisi è lasciatoandare ad una battuta sulla vicenda, "perché, come diceva Woody Allen, invecchiare non è gran che, ma è sempre meglio dell’alternativa”.

Resta il fatto che la prossima legge di stabilità 2016 affronterà solo alcuni dei nodi più urgenti riguardanti la riforma della previdenza, come quelli relativi al caso degli esodati e dell'opzione donna. Mentre senza nuovi interventi correttivi molte delle persone che attualmente vivono una situazione di disagio continueranno a trovarsi la strada dell'accesso all'Inps sbarrata, nonostante decenni di versamenti alle proprie spalle.

Riforma pensioni, serve flessibilità previdenziale ma non c'è ancora

“Le Pensioni sono un problema, naturalmente finché non avremo risolto il tema della flessibilità. Noi vogliamo la flessibilità e non c’è ancora. Renzi l’ha promessa per il 2016, allora forse avremo risolto il problema". È questa la dichiarazioni rilasciata dal Presidente della Commissione lavoro alla Camera Cesare Damiano su Rai Tre in relazione all'intervento citato in precedenza del Premier Renzi.

"Per il momento stiamo risolvendo alcune questioni, esodati e opzione donna, che non sono secondarie. Ma non hanno risolto tutto”. Resta infatti ancora da realizzare una misura strutturale di accesso flessibile e/o anticipato all'Inps, stante che l'improvviso irrigidimento dei requisiti anagrafici e contributivi avvenuto nel 2011 ha creato una vasta platea di lavoratori disagiati. Tra i casi più eclatanti ricordiamo i lavoratori esodati rimasti fuori dalle attuali salvaguardie perché considerati disoccupati in età avanzata ed i cosiddetti precoci, ovvero persone che hanno iniziato a lavorare in giovane età e che attendono di poter ottenere la quiescenza con almeno 41 anni di versamenti.

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