Si chiuderà questa settimana l'esame degli emendamenti sulla riforma delle Pensioni alla Commissione bilancio del Senato, un capitolo che oltre alle agevolazioni già inserite dal Governo nella bozza del testo di legge potrebbe portare anche a degli inaspettati colpi di scena. Ci riferiamo, in particolare, ad un emendamento grazie al quale si avvierebbel'introduzione di una forma di prestito pensionistico per quei soggetti a cui mancano dai due ai cinque anni di età o di versamenti per l'accesso alla pensione.

L'Inps garantirebbe l'anticipo attraverso il futuro addebito di piccole rate, che dovranno andare a coprire una parte della somma anticipata una volta che il lavoratore sarà in quiescenza. L'idea è quindiquella di affiancare al già previsto meccanismo del ricambio generazionale tramite il part time agevolato una forma di prepensionamento fruibile anche da coloro che non possono siglare accordi di turn over per mancanza d'interesse da parte della propria azienda oppure per via del proprio stato di disoccupazione.

Riforma pensioni 2016, minoranza Dem contraria a far passare la flessibilità per il prestito previdenziale

Stante la situazione, non sono mancati i commenti relativi all'ipotesi di avviare la flessibilità previdenziale tramite l'idea di anticipare la rendita al lavoratore. Dal Presidente della Commissione lavoro alla Camera Cesare Damiano arriva un secco "no al prestito pensionistico", un'idea che l'esponente della minoranza Dem ritiene sbagliata perché risulterebbe eccessivamente penalizzante per il lavoratore.

"Non dobbiamo andare in questa direzione, ma in quella di un anticipo" spiega l'ex Ministro del lavoro, facendo così riferimento alle proprie proposte già suggerite al Governo. Ricordiamo tra quest'ultime l'idea di creare un'uscita anticipata dal lavoro con la cosiddetta quota 97, limitando la penalizzazione massima all'8% sulla pensione erogata, mentre per i lavoratori precoci l'On. Damiano suggeriva di avviare i pensionamenti a partire da 41 anni di versamenti senza ulteriori penalità.

Il Governo ha però manifestato più volte la propria intenzione di rimandare la discussione di una misura strutturale per l'accesso flessibile all'Inps al2016.

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