Nel dibattito tra le proposte del Presidente dell’Inps, Tito Boeri ed il ministro del Welfare, Giuliano Poletti sulla riforma della legge Fornero e sulla possibilità di introdurre la pensione anticipata, è stato del tutto ignorato il nodo relativo ai docenti che continueranno ad uscire dal lavoro a 66 anni.

Proposte di riforma delle pensioni: uscita flessibile e reddito minimo

Le proposte presentate da Boeri sull’uscita anticipata a 63 anni e 7 mesi con decurtazione dell’assegno pensionistico mensile e la novità di un mensile minimo a chi ha già compiuto i 55 anni ed è rimasto senza lavoro sono state bocciate da Renzi.

Se ne inizierà a discutere, forse, nel 2016, nonostante il gran numero di simulazioni già sul tavolo del Governo.

Scuola, ignorate le necessità di pensione dei Quota 96 e delle lavoratrici

Ma in questa discussione è completamente assente la Scuola. A partire dai cosiddetti “Quota 96” penalizzati dalla Legge Fornero della possibilità di usufruire dei requisiti di età e di contribuzione in vigore prima dell’emanazione del D.L. 201 del 2011.

Dimenticata anche la riforma che riguarda le lavoratrici della scuola che, scrive il quotidiano Italia Oggi, rappresentano circa l’80 per cento dell’intero personale in servizio.

L’attuale requisito dell’età anagrafica necessario fissato per la pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi, infatti, rappresenta un traguardo troppo in là con gli anni e sicuramente inconciliabile soprattutto per gli insegnanti delle scuole per l’infanzia e primarie.

Riforma pensioni, correttivi sui dipendenti della scuola rinviati

Sulla base di questa riflessione, alcuni emendamenti verranno presentati di certo già a partire dalla votazione della prossima legge di Stabilità attualmente in discussione al Senato.

Ma, con tutta probabilità, non troveranno riscontro nei piani della maggioranza. Infatti, toccherà al Governo ed al Parlamento decidere quali saranno le modifiche che verranno approvate con effetto dal 2016 e quali no. Pertanto è davvero improbabile prevedere che, in tempi così brevi, possa modificarsi l’attuale sistema delle Pensioni nella scuola, con buona pace dei Quota 96 e delle donne.

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