Un conto di 1,2 mld di euro è quello che presenta l'Inps con il suo rapporto di 69 pagine. La lotta alla povertà potrebbe essere portata avanti ricercando le risorse tra pensioni d'oro e vitalizi, ma non solo. Anche le prestazioni previdenziali dei soggetti al di sopra dei 65 anni potrebbero subire una riduzione 'un sacrificio equo, un contributo'. La proposta di Boeri per l'erogazione del Sostegno di Inclusione Attiva, o meglio conosciuto come reddito minimo garantito, a tutela dei soggetti dai 55 anni in su in difficoltà economica, non è però stata accolta con entusiasmo dal Governo, il quale l'ha da subito dichiarata 'una proposta inattuabile' per i suoi costi elevati. Ma vediamo nel dettaglio da dove esattamente dovrebbero arrivare le risorse secondo le direttive dell'Inps.

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Taglio ai pensionati d'oro e vitalizi parlamentari

Un importo di 500 euro ai soggetti dai 55 anni meno abbienti, disoccupati, e che facciano parte di un nucleo famigliare, il quale avrebbe diritto al sussidio. Stabiliti dall'Inps anche i parametri reddittuali. Possibile fruizione del redditto minimo garantito anche per i nuclei famigliari con più di un soggetto over 55, con l'erogazione di un assegno calcolato in proporzione (Es, 500 euro per un membro; 750 euro per due membri).

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Pensioni

Il presidente dell'Inps non ha solo avanzato la sua proposta in materia di 'lotta alla povertà' ma ha anche avanzato la soluzione: le risorse economiche potranno essere ricercate nelle Pensioni d'oro, vitalizi, e assegni previdenziali di ultra 65 anni, il cui denaro spesso arriva nelle casse 'degli stessi pensionati d'oro. Si tratta di una soluzione che verte su un'operazione di aggiustamento attuariale e dei trattamenti pensionistici elevati e su un riflesso ricalcolo dei vitalizi, perfettamente in linea con l'aumento del numero dei soggetti di tale fascia che avendo perso il lavoro hanno difficoltà a ricollocarsi.

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Gli importi erogabili dal 2015 saranno di 500 euro, per andare a ridursi di 100 euro nel 2016 e nel successivo 2017, una somma inserita nell'ambito dell'assistenza di base che - secondo Boeri - è ancora insufficiente nel nostro Paese.

I numeri dei tagli alla ricerca delle 500 euro

In numeri: l'attuazione della proposta Inps necessita di 1,2 mld di euro. Circa 250 mila sarebbero le pensioni d'oro soggette al prelievo, in aggiunta alle pensioni sindacali e 4mila vitalizi da tagliare, ma non solo.

Possibile un'operazione di equilibrio degli importi degli assegni dei pensionati al di sopra dei 65, che in percentuale del 30% sono percepiti da soggetti che già possiedono un reddito oltre i 5mila euro. A questi ultimi si richiede un 'sacrificio equo' tramite un ricalcolo che porterebbe a una riduzione di circa 1.000/1.500 euro. Secondo Boeri, i tagli potrebbero portare degli importanti vantaggi anche nell'uscita anticipata con penalizzazioni. Una stima complessiva del risparmio derivato dal ricalcolo contributivo dei vitalizi potrebbe essere indicata nella somma di 87 mln di euro: 73,3 dai tagli ai parlamentari e 13,7 provenienti dai consiglieri regionali.

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Le reazioni del Governo ai tagli al 'portafoglio'

Un'operazione di equità, secondo Boeri, che seppur non condivisa dal Governo, sarà portata al vaglio nel mese di giugno 2016 - come ha dichiarato il Premier. Di ben altra visione sono Maurizio Sacconi, ex ministro del Welfare, e Giorgio Ambrogioni, presidente Cida, il quale ha sottolineato che la proposta di Boeri 'criminalizzi il 10%' dei pensionati con medio-alte che già partecipano al gettito Irpef, oltre a penalizzare chi ha versato più contributi. Più critico Angelino Alfano, il quale sostiene che sia necessario 'distinguere la demagogia dalle cose concrete'.

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Secondo il Ministro dell'Interno infatti sarà da valutare in primo luogo la fattibilità del mantenimento dello stesso sistema, prima di dare un proprio consenso a delle misure di tagli e riduzioni sui pensionati. Se desiderate seguirci, cliccate su 'segui' in alto a destra o fateci sapere la vostra.

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