Sa che la questione previdenziale potrebbe riservargli sorprese in termini di consenso, a maggior ragione dopo un anno di annunci e promesse a non finire sulla riforma Pensioni. Ma il premier Matteo Renzi sembra adesso voler rigirare la frittata. Piuttosto che "scusarsi" per avere alimentato invano aspettative sulla flessibilità in uscita dal lavoro verso nuove modalità di accesso alla pensione anticipata salvo poi escluderla dalla legge di Stabilità 2016, spiega invece che la manovra finanziaria non prevede nessun taglio alle pensioni, sconfessando così, almeno per il momento, il piano Boeri.

L'esecutivo non ha applicato nessun taglio ai trattamenti pensionistici nella manovra di bilancio perché "non mi è sembrato il momento", ha detto il primo ministro nell'intervista concessa al giornalista Bruno Vespa per il suo nuovo libro "Donne di cuori" in uscita oggi 5 novembre. "Dobbiamo dare - ha aggiunto Renzi - fiducia agli italiani".

Legge di Stabilità, Renzi: pensioni non si tagliano, serve fiducia

Bruno Vespa, nel corso dell'ampia intervista, ha girato al premier anche le critiche che gli rivolgono non solo le opposizioni (dal centrodestra al Movimento 5 stelle di Beppe Grillo) ma anche da componenti importanti della maggioranza che sostiene il governo nonché della minoranza del Pd dove proprio sulla legge di Stabilità e la riforma pensioni si sono registrate ulteriori divisioni che hanno portato alla fuga dal partito di altri tre parlamentari: D'Attorre, Galli e Folino.

Rispondendo alle domande sul decifit, l'utilizzo delle clausole di salvaguardia e sul dimezzamento degli introiti della spending review, Renzi spiega che la sua è la prima legge di Stabilità "che riduce il rapporto del debito con il prodotto interno lordo". Parlando di tagli e revisione della spesa pubblica il premier è tornato sul sistema previdenziale. "Noi - ha detto - paghiamo ogni anno 250miliardi di euro di pensioni.

Tagliamo lì? Io penso - ha sottolineato - sia un errore".

Riforma pensioni, ok flessibilità in uscita dal lavoro nel 2016

Sull'ipotesi di riforma pensioni formulata dal presidente dell'Istituto nazionale per la previdenza sociale che nei giorni scorsi hanno sollevato una miriade di polemiche il premier ha detto che alcune proposte di "Tito Boeri avevano un valore di equità: si sarebbe chiesto - ha spiegato - un contributo a chi ha avuto più di quanto versato".

Un'operazione che, dipende da come viene fatta, potrebbe risultare impopolare. "Non mi è sembrato il momento perché - ha sottolineato Renzi - dobbiamo dare fiducia agli italiani. Se metti le mani sulle pensioni di gente che prende 2000 euro al mese - ha proseguito - non è una manovra che dà serenità e fiducia". In generale il piano di Boeri potrebbe andare bene per il sistema previdenziale e per affermare un nuovo principio di equità, "magari è pure giusto a livello teorico, ma la linea di questa legge di Stabilità 2016 - ha evidenziato il presidente del Consiglio e segretario del Pd che punta in particolare ad abbassare le tasse - è la fiducia, la fiducia, la fiducia.

Dunque, non si tagliano le pensioni". Nuove misure per la flessibilità in uscita, invece, dovrebbero arrivare nel 2016. L'esecutivo si è già impegnato in questo senso dando ieri il via libera all'ordine del giorno della maggioranza a prima firma della senatrice Annamaria Parente del Pd.

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