Nel mondo politico e sindacale si continua a discutere sulla questione relativa alla riforma del sistema pensionistico italiano.Della necessità di porre rimedio a quanto previsto alla Legge Fornero nel 2011 ormai non fa più mistero nessuno, i dubbi semmai permangono per quello che riguarda gli strumenti da adoperare per modificare la legge attuale e risolvere quelli che sono i sui problemi più pressanti. Ci riferiamo in particolar modo alle questioni legate a esodati, flessibilità in uscita ed opzione donna.

Nelle ultime ore sta facendo molto discutere un intervento sulla questione affidato alle colonne del quotidiano 'L'Unità' e scritto dal Presidente della Commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano e dal Presidente della regione Toscana Enrico Rossi.

Le pecche dell'attuale legge di stabilità per i due esponenti politici

I due esponenti del Partito Democratico con il loro intervento, mettono subito le mani avanti, affermando che il loro non è un modo di andare contro il proprio partito, ma bensì un ragionamento nel merito, che mira a migliorare la riforma dando alcuni suggerimenti.

Rossi e Damiano sostengono che la Legge di Stabilità,li dove si occupa delle questioni relative al sistema pensionistico, pecca nel non voler guardare troppo avanti. Insomma i due esponenti politici ritengono che le soluzioni proposte dall'esecutivo non abbiano un carattere organico, che possa cioè portare benefici nel medio e lungo periodo al sistema stesso.

Opzione donna ed esodati

Nel commento su L'Unità, si chiede all'esecutivo di donare al sistema maggiore flessibilità in uscita.

Questo sarebbe possibile permettendo l'uscita dal lavoro a 62 anni e 3 mesi e con 35 di contributi. Inoltre in caso di pensione anticipata la decurtazione dovrebbe aggirarsi in misura pari al 2% per ogni anno di anticipo. Correzioni infine vanno fatte, sempre secondo Rossi e Damiano, anche per quello che riguarda gli esodati e opzione donna. Per quanto riguarda i primi, occorre che i risparmi che derivano dalla nuova normativa vengano riservati in esclusiva a tutti coloro che rimarranno fuori dalla settima salvaguardia.

Per quanto concerne la seconda questione,vanno comprese in opzione donna 2015, anche tutte coloro che compiono nell'ultimo trimestre dell'anno 57 anni se dipendenti, 58 se autonome.

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