Continua il dibattito sulla questione relativa alla riforma del sistema pensionistico del nostro Paese. Nei giorni scorsi molto scalpore ha fatto la proposta del Presidente dell'Inps Tito Boeri di rendere il pensionamento anticipato più flessibile all'interno del sistema previdenziale italiano. La proposta di Boeri per andare in pensione anticipatamente è quella di aver raggiunto i 63 anni e 7 mesi, con almeno 20 anni di contributi accreditati. Inoltre in questo caso si andrà in pensione anticipata con una penalizzazione pari al 10% rispetto a quanto dovuto.

In pratica dunque, il numero uno dell'Inps suggerisce di estendere a tutti la norma della legge Fornero prevista dall'articolo 24, che invece era prevista solo per i lavoratori che si trovano nel sistema contributivo già da prima del 31 dicembre 1995.

Proposte non dissimili da quelle di Cesare Damiano

In questo caso la penalizzazione per l'uscita anticipata dal mondo del lavoro sarebbe progressiva. Essa partirebbe da un massimo del 9,4%, per chi usufruisce del più elevato anticipo possibile, ovvero 3 anni.

Il minimo invece è il 3,3%, previsto per chi va in pensione con un anticipo di un solo anno. La proposta del Presidente dell'Inps tutto sommato, non è molto dissimile da quella proposta dal deputato del Pd e presidente della Commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano. La proposta di quest'ultimo tuttavia, prevede penalizzazioni meno pesanti ed un anticipo anche sull'età in cui è possibile fare richiesta di pensionamento anticipato.

Un'altra importante differenza è che Boeri richiede appena 20 anni di contributi, mentre nella proposta dell'ex Ministro del Lavoro si parla di 35 anni.Tito Boeri con la sua proposta punta a tutelare anche i cosiddetti 'lavoratori precoci', che nella sua ipotesi possono andare in pensione anticipata a 63 anni e 7 mesi senza pagare alcuna penalizzazione.Infine per Boeri la soglia massima per usufruire della pensione anticipata è 1300/1500 euro lordi mensili.

Insomma un piano davvero interessante che il governo diretto da Matteo Renzi non potrà non prendere in considerazione quando sarà giunto il momento di mettere mano alla riforma delle Pensioni.

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