La mobilità 2016/17 è uno degli argomenti più caldi del momento nel mondo della Scuola: Miur e sindacati hanno idee diverse sulle modalità da seguire e sembra che al tavole delle trattative non si riesca a trovare un punto di incontro. Il Miur prevede una mobilità in tre fasi, ma le OOSS rifiutano anche l'idea che sta alla base dei progetti del Ministero, ovvero gli ambiti territoriali. Senza contare le disparità create dalla bozza prevista di CCNI. Vediamo in sintesi cosa vuole fare il Miur e cosa chiedono i sindacati.

Miur e mobilità 2016/17: la bozza

La bozza Miur per la mobilità 2016/17 prevede in sintesi tre fasi:

I FASE: mobilità nell’ambito della provincia di nomina con titolarità sulla sede (scuola). Partecipa a questa fase il docente assunto nel corrente anno scolastico (2015/16) secondo le regole nella fase 0 e A e il docente senza sede restituito al ruolo di provenienza (estero e comandato oltre il quinto anno)

II FASE: mobilità su tutti i posti disponibili dell’organico dell’autonomia (sostegno, curricolare e potenziato) con titolarità su tutti gli ambiti territoriali a livello nazionale (il Miur ha proposto 378 ambiti).

Partecipa il docente già in ruolo entro l’anno scolastico 2014/15 su domanda volontaria, il perdente posto e l'ex soprannumerario. Alla mobilità professionale volontaria si pensa di riservare il 30% dei posti.

III FASE: mobilità con titolarità su ambiti. Partecipa il docente assunto nel corrente anno scolastico (2015/16) nelle fasi B e C, il docente da GM con preferenza espressa nei soli ambiti della Regione, il docente da GAE per tutti gli ambiti nazionali in questo ordine:

  • i docenti GM precedono quelli delle GAE nell’assegnazione degli ambiti a livello regionale;

  • precedenza per chi rientra nella legge 104 o altro tipo.

La bozza non prevede o al momento non chiarisce:

  • precedenze o tutele per i docenti DOP e DOS, per cui la mobilità è verso gli ambiti territoriali (i DOS potrebbero richiedere la scuola di attuale servizio);

  • la situazione per i docenti dei CPIA non è chiara;

  • gli organici autonomi e separati IIS, delle scuole con sezioni serali e delle sezioni staccate sembrano formare un organico unico, con la conseguente modifica della titolarità per il singolo docente. Nel testo attuale mancano i commi con cui in precedenza si affrontava tale situazione;

  • non si comprende se si farà un contratto unico per tutti o uno per ogni categoria.

I sindacati e la mobilità 2016/17

Secondo i sindacati, la mobilità 2016/17 così come prevista dalla bozza Miur, comporta una disparità di trattamento fra le varie categorie di docenti.

Ecco la posizione delle OOSS come riportato dalla FLC CGIL:

  • no alla costituzione degli ambiti territoriali e alla chiamata diretta da parte del Dirigente. I sindacati si sono rifiutati di partecipare alla stesura dei criteri per la definizione degli ambiti territoriali;
  • richiesto un anno di transizione (mobilità 2016/17) per permettere a tutti i docenti di inoltrare domanda volontaria per la titolarità di sede, indipendentemente dalla data o fase di assunzione. Tutti concorrono alla mobilità con il proprio punteggio che si svolgerebbe in due fasi: ordinaria nell’ambito della provincia, con la partecipazione di tutti i docenti per la titolarità di sede e straordinaria, tra province diverse, sui posti dell’organico dell’autonomia e per tutte le province, con precedenza per chi è stato assunto entro l'a.s. 2014/15, in deroga al vincolo triennale per tutti i docenti;
  • variconosciuto il diritto ad acquisire titolarità di sede tramite domanda volontaria anche ai docenti DOP e DOS.
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