Grazie al combinato disposto tra il Jobs Act e i contributi fiscali sui nuovi assunti si sono creati nuovi posti di lavoro, ma "la disoccupazione è ancora troppo alta nonostante sia scesa di due punti percentuali". Lo ha spiegato il premier e leader de Pd, Matteo Renzi, nel suo intervento a Pompei in occasione dell'inaugurazione di sei domus restaurate e riaperte al pubblico. Il calo della disoccupazione in generale, anche se resta drammatica la disoccupazione giovanile, è un impulso "a fare ancora - ha detto il presidente del Consiglio - di più e meglio".

Renzi a Pompei parla anche di economia e lavoro

Renzi non dimentica di rivendicare quelli che secondo lui sono i meriti del suo governo e sottolineata l'importanza del Jobs Act che ha riformato il mercato del lavoro, introducendo anche i nuovi contratti a tutele crescenti: "E' - ha sottolineato - un dato acquisito". Adesso si lavora per il 2016 e per le prossime riforme, a partire dalla riforma delle Pensioni, come hanno più volte ribadito sia il premier che il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ma anche altri esponenti dell'esecutivo e della maggioranza parlamentare.

La questione della riforma pensioni è inevitabilmente legata a quella della disoccupazione. Più persone avranno possibilità di andare in pensione più persone avranno l'opportunità di trovare lavoro. Tanto più se una delle cause della disoccupazione giovanile in Italia è proprio la legge Fornero, che ha drasticamente innalzato l'età pensionabile e introdotto pesanti penalità sui prepensionamenti, chiudendo così di fatto le porte del mondo del lavoro ai giovani.

Dopo il Jobs act in arrivo nel 2016 la riforma pensioni?

Dunque resta nell'agenda del governo la revisione della legge Fornero per introdurre nuove formule per flessibilità in uscita dal lavoro. "Se nel 2016 ci metteremo la stessa intensità, determinazione e grinta di quest'anno - ha detto il premier riferendosi al lavoro che non è riuscito a fare con la legge di Stabilità e che ha promesso di fare nei primi mesi del prossimo anno - questo Paese ripartirà.

Non solo a livello economico - ha sottolineato Renzi - ma a livello di emozioni, energia. Non sprecheremo un solo giorno - ha proseguito - in questa direzione. Oggi crederci - ha aggiunto - è davvero tutto". Pronunciando queste parole, Renzi, pensava anche alla riforma delle pensioni più volte promessa ma ancora non realizzata? Il premier e leader del Partito democratico continua ad accendere le speranza: "La stagione migliore - ha detto - deve ancora venire". L'inaugurazione dei restauri di Pompei viene definita da Renzi come il "simbolo dell'Italia che riparte".

Non si sono fatte attendere le critiche dell'opposizione, e in particolare di Forza Italia di Silvio Berlusconi, dopo la partecipazione di Renzi all'inaugurazione dei restauri di Pompei.

"Che coppia! Matteo Renzi e Vincenzo De Luca - ha scritto su Twitter Mara Carfagna, portavoce di Forza Italia a Montecitorio - bravissimi a tagliare nastri di progetti e finanziamenti trovati da altri". Lo, in relazione al restauro delle sei domus pompeiane". " Il delirio del giovane e incapace presidente del Consiglio - ha aggiunto il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri - continua imperterrito". Di diverso avviso i parlamentari di maggioranza. "Sei domus sottratte al degrado - ha postato su Twitter Dorina Bianchi - e restituite al mondo. Questo- ha sottolineato vicepresidente dei deputati di Area popolare - è la nostra idea di Sud capace di valorizzare l'immenso patrimonio di Pompei".

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