Il Consiglio superiore della pubblica istruzione (CSPI) si è pronunciato sul concorso Scuola 2016 e sull'efficacia della legge 107/2015 voluta a tutti i costi da questo Governo. E il suo parere non è favorevole. Come riporta la stampa specializzata e poi riprende anche il sindacato Anief, dopo aver esaminato i decreti e un’ordinanza ministeriale, il Cspi pare abbia mosso rilievi sulla cosiddetta 'Buona Scuola' di Renzi e della Giannini. La riforma non viene giudicata efficace in quanto non cancella il precariato e la supplentite come promesso in origine e ignora quanto stabilito dalla Corte di Giustizia europea per i precari con oltre 36 mesi di servizio alle spalle.

Tra le cose che non vanno che sono state rilevate, c'è l'aumento dei contratti di supplenza e ladisparità di trattamento nei confronti dei docenti della scuola dell’infanzia, esclusi dalpotenziamento.

CSPI sul concorso scuola 2016: 'ingiusta esclusione dei non abilitati'

In quanto al concorso scuola 2016, il CSPI critica la decisione di escludere i migliaia di precari italiani non abilitati e di aver deciso di distinguere il concorso per il sostegno da quello dei docenti curriculari, come se questi insegnanti fossero una razza a parte.

Tali rilievi erano stati fatti anche da diversi sindacati, insieme a tanti altri sulla bozza dei bandi di concorso che il governo si prepara a pubblicare la prossima settimana. Ma considerate tutte queste osservazioni, e considerato come si è agito al momento di approvare la legge 107, è probabile che ancora una volta il Governo vada dritto per la sua strada ignorando qualsiasi parere contrario. Una sorta di 'atto unilaterale' che ignora quanti hanno richiesto chiarimenti e modifiche.

Marcello Pacifico dell'Anief, sulla questione, fa una riflessione che abbraccia il mondo dei tanti precari, penalizzati ancora una volta. Non si capisce, afferma il sindacalista, per quale motivo il Governo continui a ignorare il fatto che per cancellare il precariato non servono parole ma fatti, ovvero decreti, norme e regolamenti che rispettino la Costituzione italiana e le indicazioni Europee.

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