Cesare Damiano non è più disposto ad aspettare, la riforma Pensioni si deve fare subito. Novità importanti sul tema previdenziale arrivano dal presidente della commissione Lavoro alla Camera dei deputati, intervenuto nuovamente per sollecitare l'iniziativa del governo Renzi per l'introduzione della pensione anticipata nel sistema pensionistico italiano. La proposta Damiano, ricordiamo, contiene quota 41 per i lavoratori precoci, la soluzione più condivisa da chi ha iniziato a lavorare prima di compiere 18 anni, anche se sul gruppo Facebook c'è chi inizia a prendere le distanze anche dall'ex ministro del lavoro.

Pensioni, Cesare Damiano non vuole aspettare l'Unione Europea

Per Damiano è fondamentale agire subito per la riforma pensioni 2016, senza che il governo aspetti un maggiore aiuto dall'Unione Europea sulla flessibilità nei conti. Non è la prima volta che il parlamentare Pd si dice disposto a sedersi intorno ad un tavolo per un confronto con il governo Renzi sul tema delle pensioni. Di recente l'esponente della minoranza del Partito democratico ha condiviso la proposta Boeri, ritenendola simile a quella presentata già da diverso tempo da alcuni parlamentari del Pd, riferendosi al disegno di legge 857, che porta anche il suo prezioso contributo.

Damiano ha anche condiviso le recenti dichiarazioni di Susanna Camusso, leader della Cgil, intervenuta nuovamente sulla discussione inerente le pensioni, chiedendo un cambio di rotta al premier Renzi non soltanto sulla materia previdenziale ma anche sui contratti della pubblica amministrazione. Nel suo ultimo intervento, Damiano ha ricordato per l'ennesima volta un concetto fondamentale, quello relativo al risparmio che la sua proposta garantirebbe alle casse dello Stato.

Il numero uno della commissione Lavoro alla Camera ha infatti spiegato che la nuova riforma delle pensioni, dopo un costo iniziale, sarebbe a costo zero, anzi genererebbe addirittura risparmi, per via della penalizzazione degli assegni pensionistici nell'ordine dell'8 percento per chi decide di andare in pensione a 62 anni, la cosiddetta pensione anticipata a 62 anni e 7 mesi. In questo inizio d'anno anche Boeri sembra essere sulla stessa lunghezza d'onda del "rivale" Damiano, dal momento che anche lui ha sottolineato l'importante punto appena espresso, quello del costo iniziale e il successivo risparmio dopo i primi 4 anni.

Spetterà ora a Renzi decidere quale via prendere, se quella intrapresa da Damiano oppure sposare il piano Boeri, al cui interno si trova anche il tanto discusso taglio dei vitalizi.

Lavoratori precoci aspettano martedì

Le nuove dichiarazioni di Cesare Damiano sulla prossima riforma pensioni Renzi non hanno più di tanto catturato l'attenzione dei lavoratori precoci, nonostante il suo ruolo indispensabile nella proposta quota 41. I precoci infatti hanno da giorni in mente unicamente l'appuntamento di martedì prossimo, giorno 19 gennaio, quando a Dimartedì si parlerà del loro caso, attraverso un'intervista con un'appartenente del gruppo.

Dopo la sfortunata manifestazione dello scorso 21 novembre a Roma, la categoria spera di avere quella visibilità mediatica necessaria - e negata dai telegiornali nazionali fino ad oggi - affinché si discuta del loro caso e si muova finalmente qualcosa. La realtà dei fatti, ad oggi, dice che i precoci devono maturare 42 anni e 10 mesi di contributi prima di poter andare in pensione. Un paradosso tutto italiano.

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