È sempre il tema riforma Pensioni a tenere banco e continuano ad arrivare sempre nuove indiscrezioni: questa volta la questione è relativa alla possibilità per la Pubblica Amministrazione di fare ricorso alla pensione anticipata, ovvero alla risoluzione unilaterale del proprio rapporto lavorativo diquei lavoratori che hanno raggiunto già il requisito dei 42 anni e 10 mesi di contribuzione per il triennio che va dal 2016 al 2018 (41 e 10 mesi per il gentil sesso), sempre a condizione che il lavoratore non abbia un'età che possa causare delle penalizzazioni sull'importo dell'assegno pensionistico.

Facoltà di pensione anticipata: come può essere esercitata?

Visto, però, che con la legge di stabilità del 2015 la penalizzazione (ovvero l'1-2% di taglio sulle quote retributive) è stata fermata per coloro che provano ad accedere alla pensione avendo meno di 62 anni d'età, la pubblica amministrazione ha facoltà di recesso anche da prima che il dipendente abbia compiuto i 62 anni. Tale risoluzione, comunque, deve seguire un preciso percorso per poter essere formalizzata. Questa può, infatti, essere esercitata solo con un preavviso di sei mesi e con una decisione esplicita e motivata, senza alcun segno di pregiudizio.

La pensione anticipataè un tema che interessa molto i cittadini, e quella con facoltàper la pubblica amministrazione è stata inserita per facilitare lo sblocco del turn over e per giungere all'obiettivo di svecchiare il mondo del lavoro, anche se è rimasta isolata viste le misure contrastanti come il blocco delle percentuali di turn over, che senza ombra di dubbio non facilita il ricambio generazionale nella pubblica amministrazione.

La facoltà della pensione anticipata da parte della pubblica amministrazione può essere esercitata anche su quei lavoratori che mostrano di avere40 anni di anzianità contributiva entro il 31 dicembre del 2001 e su quei dipendenti che sono stati rimessi in servizio grazie alla sentenza del giudice ordinario come previsto dalla legge. Non può essere applicata la risoluzione del contratto di lavoro alla massima anzianità contributiva per i dipendentidella magistratura, per i docenti delle Università, per i responsabili delle strutture complesse della sanità e per chi lavora nel settore della difesa e della sicurezza.Queste categorie di soggetti, invece, continueranno ad essere collocati in quiescenza solamente nel momento in cui riusciranno a raggiungere l'età massima per la permanenza in servizio relativa al proprio titolo, a meno che non venga esercitato il trattenimento in servizio (dove possibile).

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