I sindacati sollecitano interventi urgenti sulla riforma Pensioni da parte del Governo Renzi e non più annunci di studi, calcoli, simulazioni di cui ormai si discute sin dall'insediamento dell'esecutivo guidato dal leader del Partito democratico. Dalla flessibilità in uscita verso nuove forme di pensione anticipata alla ricongiunzione dei contributi previdenziali, dall'aumento delle pensioni minime alla Quota 41 per i lavoratori precoci fino all'estensione dell'opzione donna, da maggiori tutele previdenziale per i lavoratori impegnati da anni in lavori usuranti alla risoluzione del problema per il pensionamento degli insegnanti e del personale Ata della cosiddetta Quota 96 Scuola.

Dalla flessibilità alle ricongiunzioni, la Uil: è tempo di agire

Diversi i temi messi sul tavolo dai sindacati anche dai gruppi parlamentari che però non hanno ancora trovato risposte positive da parte del Governo Renzi che adesso dovrà anche rifare i conti con la nuova sentenza del tribunale di Palermo che ha sollevato la questione di costituzionalità, rimandando gli atti alla Consulta, a proposito del cosiddetto "bonus Poletti" sul rimborso per la mancata reindicizzazione delle pensioni nel 2012 e nel 2013 per effetto del combinato disposto tra la legge Fornero e il dl Salva Italia.

"Il tempo dello studio - ha dichiarato in una nota stampa il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti - a nostro avviso è scaduto".

Piattaforma unitaria dei sindacati sulla riforma pensioni 2016

"Ci sono sul tappeto - ha ricordato replicando al ministro del Lavoro che nei giorni scorsi in aula alla Camera ha promesso interventi sulle ricongiunzioni - proposte ragionevoli in tema di introduzione della flessibilità in uscita dal lavoro a 62 anni, della soluzione a Quota 96 della scuola, del completamento della salvaguardia degli esodati - ha proseguito il sindacalista - e della più efficace definizione dei lavori usuranti".

Le organizzazioni sindacali sulla riforma pensioni 2016 hanno già elaborato una piattaforma unitaria sulla quale sperano di confrontarsi con l'esecutivo, anche se il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ancora non convoca il tanto atteso tavolo tecnico di confronto. "La Uil insieme con Cisl e Cgil è impegnata a ricercare - ha spiegato il dirigente sindacale - una soluzione adeguata. Si faccia interprete all'interno del Governo - ha detto Proietti rivolgendosi al ministro Poletti - dell'improrogabile necessità di aprire subito un confronto con la parti sociali - ha sottolineato il sindacalista - al fine di dare una rapida risposta alle attese di tanti italiani".

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