Notizia molto importante per i docenti quella che viene pubblicata sul numero odierno di martedì 5 gennaio 2016, del quotidiano economico 'Italia Oggi': la nota testata anticipa i contenuti della bozza del contratto mobilità 2016/7, discussa in questi giorni dal Miur e dalle rappresentanze sindacali.

La novità più importante è quella riguardante i docenti immessi in ruolo entro il 31 agosto 2015, i quali potranno trasferirsi nella provincia, mantenendo la titolarità della sede. Tutti gli altri insegnanti, invece, andranno negli ambiti territoriali.

Contratto mobilità 2016/2017: sì alla titolarità per i docenti assunti prima del 31 agosto 2015

Questa la proposta che è stata avanzata dal Ministero dell'Istruzione ai sindacati, i quali dovranno esprimersi accettandola o meno: in caso di 'fumata bianca', il contratto mobilità 2016/2017 verrà firmato entro il prossimo 15 gennaio; in caso contrario, invece, il Miur procederà con ordinanza, con tutte le conseguenza ad essa connesse, perchè i sindacati finirebbero per ricorrere al TAR, con buone prospettive di successo.

Le possibilità che la proposta venga accettata sono piuttosto alte, anche perchè occorre subito precisare che gli stessi sindacati avevano chiesto all'amministrazione centrale che fosse eliminata la disparità di trattamento tra gli insegnanti già in ruolo e quelli assunti durante le fasi 0 e A del piano straordinario di assunzioni: i sindacati, infatti, hanno contestato il 'privilegio', concesso a questi ultimi dalla legge 107, di poter conservare la titolarità sulla singola Scuola.

Scuola, mobilità professionale: i docenti finiranno sugli ambiti

Non cambierà nulla o quasi, invece, per la mobilità professionale: i docenti che decideranno di cambiare grado od ordine di scuola finiranno negli ambiti territoriali e non potranno più confidare in una sede stabile.

La stessa normativa varrà anche per chi chiederà il trasferimento interprovinciale ed è proprio questo uno dei punti cardine della discussione Miur-sindacati, quello che rischia di produrre una rottura della trattativa: le forze sociali, infatti, battono i pugni sul tavolo affinchè il Miur conceda la titolarità anche ai docenti che dovessero ottenere il trasferimento interprovinciale.

Mobilità interprovinciale: il nodo cruciale

L'obiettivo da raggiungere sarebbe quello di garantire la parità e l'equità di trattamento per tutti i docenti di uguale natura e tipologia, altrimenti si rischierebbe di andare contro ai principi costituzionali. In fondo, la legge 107, proprio sulla costituzionalità dei contenuti, non può essere certo presa come 'legge modello'.

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