È stato definito uno “spot” quello promosso dal Governo per il concorso scuola 2016. I precari della Scuola tornano alla carica, dopo aver fatto sentire la propria disapprovazione circa le modalità attraverso le quali è strutturato il concorso scuola 2016, quando lo scorso 12 febbraio hanno protestato davanti alle prefetture di molte città italiane chiedendo a gran voce un cambiamento di rotta netto volto a cercare una soluzione alla loro situazione.

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Questa soluzione passa anzitutto per la rivisitazione del bando di concorso del quale il Governo, inoltre, ne sta facendo ritardare l’uscita arrecando non pochi problemi ai candidati interessati. Il Coordinamento Precari Scuola Roma ha da poco diffuso un comunicato nel quale, oltre a fornire i dati ufficiali dei presidi dello scorso 12 febbraio, sono stati messi a punto una serie di aspetti legati alla situazione dei precari affiancandoli con un insieme di proposte dirette proprio a tutelare la grande massa di precari che negli ultimi anni ha di fatto provveduto al regolare funzionamento delle scuole.

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La richiesta dei precari, tra numeri e frustrazione

Alla luce di quanto contenuto previsto dal concorso scuola 2016, i precari hanno evidenziato una forte disparità che interessa le diverse categorie di insegnanti precari e gli aspiranti insegnanti. La questione, sostanzialmente, è ancorata sulla seguente disuguaglianza:

  • Per gli insegnanti appartenenti alla II fascia delle GI, ovvero abilitati con i vecchi concorsi ordinari e/o percorsi abilitanti previsti dalla legge e/o che lavorano da anni nella scuola, non è stata effettuata ancora alcuna assunzione;
  • Riguardo, poi, gli insegnanti della III fascia delle GI è stata effettuata una precisa scelta politica: costoro, infatti, sono esclusi a priori da questo concorso, poiché l'intenzione pare sia quella di sottrarre valore alle attuali lauree per poter accedere al concorso. 

Il grande rischio cui si va incontro è quello di produrre un licenziamento di massa, ed è proprio ciò che dicono i numeri in tal senso: sono 200 mila i precari esclusi dal piano straordinario di assunzione della “Buona scuola”, mentre il concorso copre all’incirca 64 mila posti.

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Sorge spontanea la domanda su quale sarà il destino dei restanti 140 mila precari. Oltre al rischio appena annunciato – che pare molto concreto e da qui nasce la vibrante protesta dei precari – di generare un licenziamento di massa, l’alternativa a quest’ultimo si traduce in un prolungamento della precarietà per una insieme di insegnanti che ha per anni ha rappresentato lo zoccolo duro della scuola italiana e che per tale ragione si sente umiliato.

Il comunicato del Coordinamento Precari Scuola Roma, così, oltre ad annunciare successive mobilitazioni “per garantire i diritti e il lavoro a tutti i precari che da anni garantiscono il funzionamento delle scuole”, ha formulato anche delle specifiche proposte che pertanto ritiene agevolmente realizzabili. Le controproposte si sostanziano in tre punti fondamentali e riguardano, in particolare, l’immissione in ruolo nonché la progressiva assunzione per le seguenti categorie di insegnanti precari:

  • Coloro che lavorano da almeno 3 anni nella scuola pubblica;
  • Coloro che sono idonei ai concorsi degli anni precedenti;
  • Coloro che sono in possesso di una abilitazione

Cosa risponde il Governo

Il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, nel mentre, ha chiarito alcuni punti fondamentali sul bando per il sostegno, specificando l’uscita di un bando ad hoc per gli insegnanti di sostegno – laddove il bando mette a disposizione all’incirca 5.800 posti.

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Alla protesta dei precari ed alle controproposte dagli stessi avanzate, di fatto, il Governo risponde prendendo tempo e, sebbene l’uscita del bando sembri imminente, la sensazione è che le proteste e le richieste dei precari abbiano avuto un qualche effetto.

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