Prosegue incessantemente il dibattito sulla riforma previdenziale, con il tema delle Pensioni precoci al centro dell’attenzione assieme alla flessibilità in uscita. Sull’argomento si sono espressi in molti durante l’ultimo periodo, ma i lavoratori vogliono qualcosa di concreto da parte del Governo. Basta chiacchiere, servono i fatti! Questo è ciò che invocano a gran voce i precoci, che in queste ore hanno annunciato una mobilitazione per l’attuazione della Quota 41. Questa categoria, sostenuta anche da alcuni parlamentari tra cui Cesare Damiano, promotore di questa proposta, intende spingere Matteo Renzi ad approvarla al più presto.

Riforma pensioni: lavoratori precoci si mobilitano per la Quota 41

La discussione che ruota intorno alla riforma delle pensioni non si placa. I lavoratori che hanno incominciato a lavorare molto giovani, che oggi hanno accumulato un gran numero di anni di contribuzione, chiedono di poter andare in quiescenza perché penalizzati con l’introduzione della Legge Fornero, che ricordiamo prevede requisiti anagrafici differenti per accedervi. La proposta del presidente della Commissione Lavoro piace molto, perciò viene chiesto all’Esecutivo di inserirla nella riforma su cui si sta lavorando.

Grazie alla Quota 41 si potrebbe andare in pensione anticipata con 41 anni di contributi e senza dover vedersi attribuire penalizzazioni sull’assegno. Lo stesso Damiano, che ha ideato questa proposta, da tempo ormai chiede al Governo di attuarla ed in questi giorni ha persino invitato l’Inps ad intavolare un dialogo per discutere i costi. L’ex-ministro del Lavoro è convinto che la fattibilità in termini economici ci sia, mentre l’ente previdenziale pensa che sia troppo dispendiosa per le casse pubbliche.

Nell’attesa di sapere se l’incontro ci sarà, prosegue la protesta dei precoci, che prova a sensibilizzare l’opinione pubblica ed il Governo sul tema. Oltre all’organizzazione di comitati a livello locale, tra pochi giorni verrà inscenata una manifestazione a Bologna. Per l’esattezza avremo la mobilitazione il 6 febbraio. Questi lavoratori, penalizzati dall’attuale normativa, chiedono anche appoggio a politici e sindacati, dato che ad oggi in pochi si sono schierati al loro fianco.

Uno di questi è Matteo Salvini, leader di Lega Nord, che proprio di recente si era messo al fianco di costoro nella battaglia per il raggiungimento del loro obiettivo, che si chiama Quota 41. Fra quelli che sembrano d’intralcio, invece, abbiamo Tito Boeri, presidente dell’Inps, che proporrebbe più che altro una Quota 42/43 per l’uscita anticipata dal mondo lavorativo. Una cosa che accomuna quasi tutti, tranne la maggioranza del Governo, sembra essere l’importanza di introdurre pensioni flessibili, al di là di quanto impone l’UE.

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La rigidità del sistema italiano andrebbe smussata per cercare di risolvere le troppe questioni irrisolte e avere un turn-over nelle aziende.

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