I precari vincono ancora in tribunale contro il Miur e il risarcimento anche questa volta non è indifferente: supera i 25mila euro. In un comunicato stampa dell’Avvocato Buonamano Antimo, si informa il pubblico di due sentenze emesse dal Tribunale di Roma che riconoscono il diritto agli scatti di anzianità dei docenti precari. Si tratta della sentenza numero 1132 e numero 1133 emesse in data 8 febbraio 2016, che di fatto costituiscono un precedente per tutti coloro che in futuro volessero ricorrere contro il Miur e ottenere un risarcimento.

Le sentenze a favore degli scatti di anzianità dei precari

I due insegnati che hanno presentato ricorso sono precari da diverso tempo e hanno (come molti loro colleghi) un’infinità di contratti a tempo determinato alle spalle. Il giudice ha sentenziato che hanno diritto agli scatti di anzianità come i docenti di ruolo a tempo indeterminato. La motivazione addotta fa riferimento a quanto stabilito dalla sentenza della Corte di Giustizia Europea e al fatto che anche quando si svolge un lavoro a tempo determinato non si perdono i diritti agli stessi benefici economici di chi lavora a tempo indeterminato. Il giudice ha anche scritto che il Miur non ha fornito alcun elemento che permetta di fare una distinzione tra il lavoro di un precario e quello di un docente con contratto a tempo indeterminato.

Al contrario, la ricostruzione carriera che avviene nel momento in cui un docente viene immesso in ruolo, conferma la parità fra le due categorie. Per tali motivi, i precari hanno diritto non solo alla retribuzione, ma anche agli scatti di anzianità, in armonia col principio della non discriminazione.

Resta aggiornato sul mondo della scuola cliccando il tasto Segui.

La condanna del Miur

Qual è stata la condanna del Miur stabilita dal giudice che ha dato ragione ai due docenti precari? Il ministero deve versare la somma di € 25.813,00 più le spese legali. Ricordiamo a tutti i precari con contratti a tempo determinati per un periodo che supera i 36 mesi che possono presentare ricorso per ottenere riconosciuti i loro diritti, utilizzando questa ed altre sentenzecome precedenti a favore.