Dopo le recenti polemiche tra il Ministro dell'Istruzione Stefania Giannini e la ricercatrice italiana Roberta D'Alessandro (vincitrice di una borsa di studio internazionale del valore di ben due milioni di euro e rappresentativa della fuga dei cervelli italiani all'estero) in occasione dei risultati del bando europeo Erc Consolidator, arrivano i primi segnali di speranza per la Ricerca italiana. Nei giorni scorsi è stato firmato dal Ministro Giannini, il decreto che, in attuazione alle disposizioni previste dalla legge di Stabilità, dà il via alle assunzioni di ben 215 ricercatori in Enti di ricerca.

Si tratta di un reclutamento straordinario, tengono a precisare dal Miur, che prevede un investimento pari a 8 milioni di euro per il 2016 e di 9 milioni e mezzo per il 2017, e che si va ad aggiungere a quello firmato la scorsa settimana sempre dallo stesso Ministro Giannini, che prevedeva l'assunzione di ben 861 ricercatori.

La Giannini, inoltre, tiene a precisare che "attraverso la legge di Stabilità stiamo incominciando ad investire in Università e Ricerca: sono in tutto 1076 le posizioni da ricercatore in più che attiviamo, incentivando l'ingresso di giovani studiosi nel nostro Paese, che non prevedeva un reclutamento simile da molti anni".

I criteri adottati

Uno dei criteri adottati per l'assegnazione dei posti messi a concorso è quello della "qualità" delle ricerche effettuate dai vari Istituti di ricerca, oltre che all'analisi dei loro budget. Le assunzioni potranno avvenire solo dopo una selezione pubblica e si potrà assumere personale che non sia già presente nell'organico, quindi nessuna duplicazioni di posizioni inutili.

Inoltre, per privilegiare i più virtuosi giovani ricercatori, quelli che il decreto definisce "giovani studiosi di elevato livello scientifico" (soggetti che abbiano conseguito un PhD da non più di 5 anni) nelle procedure di valutazione si prenderà in considerazione anche un altro aspetto, cioè quello delle attestazioni o riconoscimenti che il candidato ha ricevuto in Italia o all'estero.

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Scuola

Anche le esperienze pregresse in coordinazione di progetti nazionali o internazionali, e collaborazioni con Enti di ricerca per almeno tre anni consecutivi e a qualsiasi titolo, saranno criteri di valutazione.

In un Italia dove c'è sempre più fame di lavoro, che non premia la meritocrazia e che vede una crescente migrazione di "cervelli" all'estero, questi decreti sono sicuramente un piccolo passo per una ristrutturazione del sistema universitario e della Ricerca.

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