Nuovi annunci e nuove promesse da parte del Governo Renzi, ma ancora nulla di fatto a Palazzo Chigi sulla riforma pensioni 2016. "Ci stiamo lavorando - ha dichiarato il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali - nella consapevolezza che ogni eventuale intervento - ha sottolineato - dovrà sempre tenere conto del Jobs act e del masterplan". Rispondendo in un'intervista pubblicata oggi su Il Mattino a alla domanda sulla riforma pensioni e se il 2016 sarà davvero l'anno della svolta per una maggiore flessibilità in uscita verso nuove forme di pensione anticipata, Giuliano Poletti ha ribadito: "Ci stiamo lavorando ma - ha sottolineato - con prudenza".
Flessibilità previdenziale, Poletti: stiamo lavorando a ritocchi
Il timore dell'esecutivo è quello di poter mettere a rischio i conti pubblici come evidenziato tra l'altro dalla Commissione europea che ha chiesto il rigoroso rispetto delle misure previste dalla legge Fornero che innalzò drasticamente l'età pensionabile. Non a caso il responsabile del welfare ha fatto cenno al Jobs act e al masterplan per ipotizzate nuove misure sulla flessibilità previdenziale auspicata non solo dai sindacati ma anche da ampi pezzi della maggioranza parlamentare oltre che dalle opposizioni. "Così - ha detto Poletti nell'intervista a Il Mattino - siamo attrattivi in modo permanente. Nel 2016 - ha spiegato l'esponente del Governo Renzi - ci sarà più lavoro dell'attenzione di Bruxelles che considera l'attuale sistema previdenziale - ha sottolineato il ministro - un pilastro fondamentale dei nostri conti pubblici".
L'esecutivo ancora continua a rinviare l'apertura del tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali che sulla riforma pensioni hanno elaborato una proposta unitaria.
Pensioni, Cgil Cisl Uil a Renzi e Poletti: aprire il confronto
Poletti parla ancora di "prudenza" e dice che non è il caso di "accrescere aspettative, già adesso molto forti, prima - ha spiegato il ministro del Lavoro - di avere maturato una proposta precisa e percorribile". Intanto, le parti sociali fanno sentire la loro voce. I leader di Cgil, Cisl e Uil hanno scritto al premier Matteo Renzi e al ministro del Lavoro per sollecitare il confronto sulla revisione del sistema previdenziale. I sindacati sono per i prepensionamenti a 62 anni e per la Quota 41 per i lavoratori precoci; chiedono inoltre maggiori tutele per i lavoratori impegnati in mansioni pesanti e usuranti, la soluzione per il pensionamento degli insegnanti della cosiddetta Quota 96 scuola. "Non è più rinviabile - hanno scritto Camusso, Furlan e Barbagallo a Renzi e Poletti - una discussione di merito sulla flessibilità in uscita e sull'insieme di problemi".