E' ormai dal 15 marzo 2016 che si parla della discussione dei disegni di Legge di Amnistia ed Indulto in Senato ed ogni settimana la calendarizzazione ufficiale dei lavori di Palazzo Madama sembra prevedere almeno due incontri per trasformare le proposte in vere e proprie leggi da adottare. Lo scopo di tale iter è infatti quello di completare l'attuale legislazione aggiungendo delle nuove norme che aiutino in primo luogo a risollevare la difficile situazione del sovraffollamento carcerario ma anche a risolvere il cosiddetto contenzioso giudiziario.

Prima di entrare nel dettaglio spiegando i principali punti contenuti nei 4 ddl in discussione in Commissione di Giustizia è bene infatti ricordare come, seppur in netto miglioramento, la situazione dei penitenziari italiani rimanga sempre particolarmente critica vista la presenza di ben 9.000 reclusi in eccesso rispetto alla capienza massima prevista in Italia (54.000 contro 45.000 posti).

Disegni Legge Amnistia e Indulto 2016: ecco cosa prevedono le proposte

I disegni di Legge numero 21, 21, 1081 ed 1115 in discussione al Senato dovrebbero confluire in un unico testo che come principale scopo dovrebbe avere quello della concessione di amnistia ed indulto in specifiche situazioni in modo da aiutare a risolvere il problema del sovraffollamento.

In particolar modo i disegni proposti richiedono amnistia per tutti quei reati che sono stati commessi entro e non oltre il 14/03/2013 e per i quali sia stata stabilita una pena massima di 4 anni ovvero tutte quei reati convertibili in pene pecuniarie (l'applicazione non sarà effettuata in caso di esplicita richiesta del detenuto). Differenti invece le richieste relative alla concessione di indulto, clemenza richiesta per un massimo di 3 anni di sconti per tutti quei reati per i quali è stata prevista una sanzione di 3 anni convertibile nel pagamento di 10.000 euro di ammenda.

Tra i punti più controversi si ricorda infine la richiesta di concessione di indulto anche per tutti coloro che fossero accusati di reati mafiosi che decidessero di collaborare con la Giustizia.

Segui la nostra pagina Facebook!
Leggi tutto