Il presidente dell’Inps, Tito Boeri, ritorna sul tema della flessibilità in uscita dal lavoro come strumento utile per promuovere le assunzioni di giovani. L’occasione è stata fornita a Boeri da un convegno sulla previdenza svoltosi a Torino al quale è intervenuto con un contributo video.

Nella stessa giornata di oggi, 11 marzo, in un altro incontro organizzato a Bologna, Federmanager, l’associazione che riunisce quadri e dirigenti d’azienda, si è pronunciata a favore dell’introduzione della flessibilità in uscita come strumento di equità.

Boeri: pensione anticipata nel 2016 per rilanciare le assunzioni di giovani

Le dichiarazioni del ministro del lavoro Giuliano Poletti che, intervistato da Giovanni Floris, ha annunciato l’intenzione del governo di ricorrere al prestito pensionistico come unica possibilità di avere una pensione anticipata, ha avuto l’effetto di scatenare i fautori dell’introduzione della flessibilità in uscita.

Ieri, era stato Cesare Damiano, la cui proposta di legge è in attesa di essere discussa, che ha ricordato al ministro Poletti che senza flessibilità si rischia di creare una nuova classe di poveri; oggi è stata la volta di Tito Boeri, che ha puntato l’indice sulla necessità di favorire il ricambio generazionale per rilanciare le assunzioni di giovani.

Boeri ha portato a sostegno della sua tesi i numeri che erano già stati presentati nello scorso mese di gennaio all’Università Bocconi, con i quali si rileva che il blocco delle uscite dal lavoro dal 2011, conseguenza delle restrizioni imposte dalla legge Fornero, ha provocato, nelle aziende che le hanno subite, un blocco delle assunzioni di entità maggiore. Ad esempio, se la quota di lavoratori bloccati in uscita è stata del 5%, le assunzioni sono diminuite del 6%.

Per questo motivo, ha sostenuto Boeri, la flessibilità deve essere introdotta subito, già nel 2016, per sbloccare il mercato del lavoro ed agevolare l’ingresso dei giovani che vanno incontro ad un futuro previdenziale molto difficile.

I dirigenti d’azienda: flessibilità subito per recuperare equità

Nella stessa giornata di oggi, è arrivato anche il sostegno dei dirigenti d’azienda che si sono espressi a favore della proposta firmata Damiano-Baretta di un anticipo sino a 4 anni dell'età pensionabile con una penalizzazione sull'assegno.

Lo hanno ribadito nel corso di un incontro della loro associazione, Federmanager, al quale ha partecipato lo stesso sottosegretario alla Finanze, Pierpaolo Baretta, co-firmatario del disegno di legge sulla flessibilità di Damiano. Il superamento della legge Fornero, secondo i manager, deve portare alla risoluzione definitiva del problema degli esodati e a separare prestazioni previdenziali da quelle di assistenza per ‘restituire al sistema l’equità spetta a chi ha contribuito davvero’.