"Anche nei provvedimenti di salvaguardia non devono esserci discriminazioni e nessuno deve restare indietro": lo afferma l'On. Walter Rizzetto, commentando le situazioni di disagio che restano ancora irrisolte nel campo delle tutele previdenziali. Il Vice Presidente della Commissione lavoro alla Camera sottolinea come i problemi non siano riconducibili esclusivamente all'inasprimento delle regole avvenute nel 2011. "Le pessime riforme pensionistiche degli ultimi anni hanno determinato seri danni soprattutto per una errata previsione delle norme transitorie.

Non parliamo solo della legge Fornero, ma anche della riforma delle Pensioni Sacconi del 2010, che ha modificato retroattivamente i requisiti per andare in pensione". Uno scenario, quello appena delineato, a cui in alcuni casinon si è riusciti a porre rimedio nemmeno per mezzo delle azioni di tutela e salvaguardia avvenute recentemente. "I più pregiudicati sono quelli che non potendo accedere alla pensione, sono rimasti senza reddito perché non percepivano nemmeno uno stipendio, in mancanza di un’occupazione".

Riforma pensioni 2016, presentata interrogazione al Ministro Poletti

Stante la situazione, resta ancora da chiarire la situazione dei lavoratori rimasti improvvisamente senza un impiegoe senza tutele di welfare. "Nonostante i provvedimenti di salvaguardia, il problema non è stato ancora definitivamente risolto" sottolinea l'On. Rizzetto. "Esistono casi di persone rimaste senza tutela anche perché si tratta di fattispecie isolate e particolari, non rientranti nelle diverse salvaguardie, che hanno invece interessato gruppi piuttosto ampi di persone appartenenti alla stessa casistica".

Per cercare di affrontare la situazione, il Parlamentare ha chiesto un intervento del MdL: "ho quindi presentato un’interrogazione al Ministro Poletti affinché con l’Inps vengano censiti urgentemente anche i casi più rari di chi è rimasto senza reddito, per provvedere alle dovute tutele".

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