Concorso scuola? Altro che caos, per viale Trastevere è tutto ok. Anzi, dal Miur replicano con un seccato “smettiamola” alle voci spiegatesi sui social in merito al “caos” relativo all’avvio della selezione. “Il concorso è partito regolarmente” ha infatti sottolineato il Miur ai microfoni dell’Ansa. Tuttavia all’Istituto Salvini di Roma e all’Agrario Palermo c’è stato l’intervento dei Carabinieri dietro la segnalazione di alcune docenti che hanno annunciato di voler sporgere denuncia. In questo contesto si inserisce poi la questione ancora pendente del ricorso avviato da tutti gli esclusi dal concorsone che potrebbe rimischiare le carte ancora una volta e per di più a Concorso avviato, con il concreto rischio di dover ricalendarizzare le prove.

Intanto i sindacati si sono riassettati sul piede di guerra e hanno annunciato un nuovo sciopero generale previsto per il 23 maggio.

Concorso Scuola, arrivano i Carabinieri: commissari sostituiti da bidelli

Malgrado un avvio tutto sommato “tranquillo” (contrariamente alle aspettative) i momenti di tensione non sono mancati. È successo a Palermo dove i commissari mancanti sono stati sostituiti da bidelli e al Salvini di Roma dove i docenti hanno richiesto l’intervento delle forze dell’ordine in vista di presunte irregolarità. Nello specifico, le FdO sono state convocate per “mettere a verbale la mancanza della commissione e delle griglie di valutazione, perché mancano i verbali”, secondo quanto riportato dalla stampa specialistica.

Un punto questo che potrebbe avere strascichi giudiziari importanti visti i trascorsi giurisprudenziali: con una sentenza del 2010 la Corte di Cassazione riunita a sezioni unite ha infatti stabilito che “la commissione esaminatrice è tenuta per legge a far precedere la correzione e le singole valutazioni da una sintesi delle proprie ipotesi valutative” e nel caso contrario, come accaduto laddove c’è stato l’intervento delle Forze dell’Ordine, la valutazione è da considerarsi illegittima.

Date prove, rischio ricalendarizzazione. Il 23 maggio nuovo sciopero generale

Al di là delle irregolarità in fase di svolgimento prove, un’altra questione impensierisce gli attuali partecipanti al concorso, quella degli esclusi: qualora il giudice d’appello dia ragione ai ricorrenti lasciati fuori dal concorsone (laureati, diplomati magistrali, Itp e altri) il Tar del Lazio dovrà rivedere la sua precedente decisione e “ordinare al Ministero la partecipazione degli esclusi con conseguente ricalendarizzazione dele prove”, ha dichiarato il Presidente Anef Marcello Pacifico.

Intanto, continua la “lunga marcia” dei sindacati: il 23 maggio si terrà un nuovo sciopero generale che verterà sui temi del precariato, contratto, qualità di apprendimento e partecipazione democratica.