In una intervista rilasciata all'agenzia di stampa Ansa, il ministro dell'istruzione Stefania Giannini assicura che l'iter sul concorso verrà rispettato e la vicenda dei ricorsi in tribunale sarà seguita dal dicastero di Viale Trastevere che si opporrà alle sentenze del Tar. Come è noto, nei giorni scorsi il tribunale amministrativo regionale del Lazio ha giudicato illegittimo escludere i docenti non abilitati dal concorso ammettendoli alle prove scritte.

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La protesta dei docenti precari abilitati non si è fatta attendere e Adida, per voce di Valeria Bruccola, rammaricandosi del fatto che il ministro dell'istruzione aveva detto che il concorso sarebbe stato a prova di ricorso, sottolinea come il Tar lo abbia smentito.

Illogicità delle scelte

Il concetto espresso da Valeria Bruccola richiama alla memoria l'assenza totale di concorsi pubblici che si è avuta dal 2000 al 2012, con l'istituzione dei costosi percorsi formativi abilitanti (Tfa e Pas) che nelle intenzioni del precedente esecutivo avrebbe dovuto contribuire a migliorare la qualità dell'insegnamento.

Una spesa di 300 milioni per un concorso contestato nelle sue modalità di partecipazione assolutamente evitabile dal momento che i posti ci sono. E adesso due docenti su tre rischiano di restare a lungo nell'alveo della precarietà.

Dal tribunale al tavolo della concertazione

Era inevitabile il ricorso al Tar da parte dei tanti docenti non abilitati di III fascia che per anni hanno lavorato su supplenze per periodi anche superiori ai 36 mesi. In passato ci sono state diverse sentenze passate in giudicato, 2012 docet.

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Il loro unico problema era la mancanza di soldi per conseguire queste abilitazioni che oltre a tutto non sono state previste per molte classi di concorso. Ma anche i docenti precari della II fascia rimangono sconcertati da tutto questo perché quanto decretato dal Tar li penalizza in misura maggiore di quanto non faccia già un concorso di cui si fa tanta fatica a capirne l'esigenza. Ma c'è ancora spazio e tempo per abbandonare la strada del contenzioso e sedersi a un tavolo per ragionare su un piano transitorio di immissioni in ruolo.

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