Il ministro del MEF, Marianna Madia, ha ammesso di avere bisogno di un lasso di tempo maggiore per vagliare in maniera più approfondita il contratto di mobilità 2016/2017 docenti. Alcuni punti paiono abusare in maniera eccessiva della legge 107/2015. I punti chiave della mobilità - e quindi in maniera analoga il contratto - sono essenzialmente tre. Argomento di dibattito è la chiamata diretta a discrezione del Dirigente scolastico. Infine, anche il ministo Miur, Stefania Giannini, si è espressa sulla mobilità.

Mobilità docenti e legge 107/2015

Uno degli argomenti sui quali il MEF non trova riscontro positivo è il continuo slittamento della data che dovrebbe consentire la chiamata diretta. Non da meno agli stessi docenti non viene concessa la mobilità su Scuola ma solo su ambito. Questi continui slittamenti e disguidi portano a ritardi che possono incidere sulle immissioni in ruolo e quindi sulle conseguenti assunzioni.

Quest'ultime erano previste per agosto, ma si teme già che slittino a settembre. Il contratto sulla mobilità docenti 2016/2017 è stato sottoscritto a quattro mani in seguito all'accordo raggiunto tra sindacati e Miur. Ciò che è stato deciso dal ministro Giannini, non pare idoneo al MEF. Il ministero dell'Economia e delle finanze ha il compito di approvare o meno tale contratto e di inviarlo, successivamente, alla Corte dei Conti per garantirne la registrazione.

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I docenti hanno inviato le loro domande già a marzo e le risposte sarebbero dovute pervenire a luglio per permettere le immissioni in ruolo con conseguenti assunzioni - già ad agosto. Ma il tutto pare essere rimandato. I punti chiave del contratto sono essenzialmente tre:

  • docenti assunti entro l'a.s. 2014/2015: gli appartenenti a questa fascia possono inviare la domanda sia per ambito che per titolarità su provincia. Se viene accettata quella inerente al primo ambito indicato l'assegnazione avviene su scuola, in caso contrario quest'ultima avverrà a discrezione del Dirigente scolastico in linea con gli altri ambiti indicati;
  • assunti in fase 0 e A: ai docenti appartenenti a questa fascia è consentita l'assegnazione di una sede definitiva all'interno della provincia di servizio in essere.  È consentita la domanda per ambiti territoriali e di provincia, ma quest'ultima è in subordine a quella degli aspiranti candidati precedenti iscritti;
  • assunti in fase B e C: fanno parte di questa fascia i docenti derivanti da concorso ed a loro è prevista l'assegnazione di un ambito tra quelli della provincia d'assunzione.  È consentita la domanda per ambiti territoriali e di provincia, ma quest'ultima è in subordine a quella degli aspiranti candidati precedenti iscritti.

La chiamata diretta è un argomento di dibattito poiché in questo caso il Dirigente scolastico ha facoltà di proporre al docente un'immissione in ruolo che diventa in essere con  l'accettazione del docente stesso.

Se al docente vengono vagliate più opzioni, esso ha facoltà di optare per quella più consona alle proprie esigenze/competenze. In passato - forse anche all'interno dei dubbi avanzati dal ministro Madia - erano sorte domande sulla imparzialità del Dirigente scolastico e sulla probabile capacità di discernimento degli stessi. Quindi è probabile che all'interno della legge 107/2015 - applicata con troppo zelo da Miur con accettazione dei sindacati, secondo il parere del MEF - venga data troppa discrezionalità al Dirigente scolastico.

Il ministro Giannini si è espressa sulla mobilità docenti 2016/2017 definendola una fantastica opportunità data per riavvicinarsi a casa e per sconfiggere il precariato - da lei stessa provato nella sua carriera. I posti destinati alla mobilità 2016/2017. La suddivisione della stessa avviene in due parti:

  • la prima fase è per i docenti che possono vantare la ricezione di un posto fisso nell'a.s. 2014/15;
  • la seconda è per gli immessi in ruolo nel 2015 tenendo conto delle GAE e delle GM. (Quest'ultima è al vaglio del contratto per il quale il MEF chiede delucidazioni).
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