Si accende di nuovo la dialettica tra Governo e Inps sul tema dell'equilibrio generazionale e della necessità di chiedere un contributo di solidarietà alle Pensioni più alte, al fine di favorire la flessibilità previdenziale e le prospettive d'impiego dei più giovani. Il nodo delle pensioni d'oro e degli assegni erogati con troppa facilità in passato torna periodicamente al centro del dibattito politico, sebbene anche in questo caso i decisori pubblici sembrano non voler dare seguito ai suggerimenti in arrivo dai tecnici.

Il dato comunicato dall'economista resta comunque emblematico e rappresentativo dell'attuale stallo previdenziale, che pone interrogativi seri in merito alle logiche e alle decisioni legislative risalenti agli scorsi decenni. Sarebbero infatti quasi 500.000 le pensioni erogate in favore dei lavoratori fino al 1979, in molti casi elargite con poca anzianità contributiva ed a partire da 15 anni di versamenti.

Il confronto con le attuali regole di uscita dal lavoro è stridente, ma la questione pone degli interrogativi anche in merito alle attuali condizioni di contribuzione dei giovani.

Riforma pensioni, Boeri chiede un nuovo contributo di solidarietà

Stante il quadro appena delineato, secondo il Presidente Inps serve agire per stabilire un nuovo patto di solidarietà tra pensionati e lavoratori, al fine di calmierare almeno le inefficienze più evidenti.

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Pensioni

L'idea avanzata da Boeri prevede di chiedere un contributo a coloro che percepiscono una pensione superiore ai 3500 euro mensili, per poter utilizzare i nuovi fondi al fine di garantire un reddito di welfare agli ultra 55enni rimasti disoccupati, oltre alla flessibilità previdenziale nei confronti di coloro che si trovano nella medesima situazione una volta superati i 60 anni di età. Si tratta in effetti di persone per le quali vi è un alto rischio di povertà, visto che risulta estremamente difficile trovare un nuovo posto di lavoro in età avanzata.

Allo stesso tempo, la misura potrebbe aiutare i giovani nella ricerca dell'agognato primo impiego (avviando quindi la propria storia contributiva), visto che l'attuale blocco nei pensionamenti ha degli evidenti riverberi negativi sull'occupazione giovanile. 

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