Il riordino delle prestazioni previdenziali contenuto nella delega al Governo sul contrasto alla povertà non deve riguardare la Pensioni di reversibilità. Lo ha sostenuto il presidente dell’Inps, Tito Boeri, nel corso dell’audizione presso la Commissione Lavoro alla Camera e che, come successo per le precedenti audizioni, si è trasformata in una occasione colta da Boeri per rilanciare la proposta dell’Inps denominata ‘Non per cassa ma per equità’.

No agli interventi sulle pensioni di reversibilità

Secondo quanto sostenuto da Boeri in audizione, il piano povertà presentato dal ministro Poletti è importante e va sostenuto, così come è importante procedere al riordino delle prestazioni previdenziali ed assistenziali, ma non vanno toccate, come ipotizzato da Poletti, le pensioni di reversibilità, in quanto queste sono già state pesantemente penalizzate dalla riforma Dini del 1995 che ha introdotto le vigenti decurtazioni in caso di reddito del coniuge superstite superiore a tre volte il trattamento minimo erogato dall’Inps.

Va bene, quindi, eliminare le numerose duplicazioni presenti negli otto istituti previsti dalla normativa vigente allo scopo di reperire risorse da destinare alle fasce più povere, ma bisogna farlo introducendo criteri di ‘maggiore equità nella distribuzione della spesa assistenziale’.

Risorse per i poveri dai tagli alle pensioni più elevate

Le risorse per finanziare il piano di contrasto alla povertà proposto dal Governo dovrebbero venire, secondo il presidente dell’Inps, non solo da tagli a prestazioni future, ma anche ai trattamenti attualmente erogati, per evitare il rischio che i benefici dei tagli possano maturare in tempi troppo lunghi, rimandando, di conseguenza, l’adozione di misure che sono quanto mai urgenti.

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Pensioni

Il riferimento, anche in questo caso, è alla sua proposta di tagliare da subito gli assegni previdenziali più elevati che, unitamente al riordino delle prestazioni previdenziali ed assistenziali, consentirebbe di rendere immediatamente operativo il progetto di un assegno di sostentamento per gli over 55 senza lavoro. E’ questa, infatti, secondo Boeri, la fascia di popolazione più colpita dalla crisi degli ultimi anni e che bisogna sostenere per tirarla fuori dalla situazione di povertà nella quale è precipitata.

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