Ormai lemanifestazioni e i cortei sembrano fare notizia solo quando producono scontri con la polizia, danneggiamenti vari, incendi e feriti. Magari i manifestanti sono solo una trentina, comunque sufficienti ad assaltare un pulmino di turisti come è accaduto a Roma nei giorni scorsi, ma telefonini e telecamere sono sempre presenti a moltiplicare l'evento e a farlo diventare importante agli occhi dei media e della pubblica opinione.

Che un signore viaggi lungo l'Italia in carrozzina, dato che non ha più l'uso delle gambe dall'età di 17 anni, ha minor riscontro e i telefonini addetti alla testimonianza di questa sfida sono davvero meno numerosi. Del resto le ruote fanno meno rumore dei bastoni e delle molotov.

Il Tour per la sicurezza sul lavoro

La storia comincia il 28 aprile scorso quando il viaggio di Galvani, organizzato con la Fondazione ANMIL,parte da Monfalcone per raggiungere una serie di città dove va a testimoniare l'importanza della prevenzione degli infortuni sul lavoro.

Non una cosa da poco: 4000 chilometri da percorrere in quasi due mesi con tanti incontri e dibattiti per fare in modo che i numeri delle vittime del lavoro diminuiscano il più possibile. Il concetto è che l'informazione e la prevenzione possono fare molto, moltissimo per la corretta applicazione delle norme in materia. In Italia solo nel 2015 gli infortuni denunciati sono stati 632.665 di cui 1.172 mortali, con un lieve calo rispetto all'anno precedente, e circa 60.000 casi di malattia professionale.

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La raccolta delle firme

In ogni momento del Tour verranno raccolte delle firme a sottoscrizione di una petizione per sollecitare interventi istituzionali per la sicurezza sul lavoro e la tutela delle vittime. In particolare si chiede di realizzare nelle scuole specifiche iniziative di formazione anche in collaborazione con le associazioni degli invalidi del lavoro, una maggiore attenzione ai rischi cui sono esposte le donne lavoratrici e il riconoscimento di un indennizzo per i genitori dei lavoratori deceduti a causa di infortunio o malattia professionale. Tutte le adesioni, possibili anche on line, verranno consegnate il 17 giugno a Montecitorio, a Roma, dove il viaggio si concluderà.

Gli ambasciatori del Tour sulla sicurezza

A questa iniziativa hanno aderito già in molti e tra i nomi noti al grande pubblico diversi anno realizzato appositamente dei videoclip visibili sul sito della fondazione. Segnaliamo Paolo Ruffini, Dario Vergassola, gli Stadio, Ottavia Piccolo, Mietta, Luciana Littizzetto, Gad Lerner, Alberto Fortis, Beppe Fiorello e il Ministro Angelino Alfano.

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