Il concorso docenti 2016 offrirà 63.712 posti di lavoro complessivi. Un numero non indifferente, in particolar modo se lo si somma alle 90 mila assunzioni avvenute l'anno scorso grazie al progetto Buona Scuola. Ma ogni medaglia ha il suo rovescio: accanto a questi numeri di proporzioni elevate è necessario affiancarne altri. Non si sa ancora a quanto ammontino di preciso, ma migliaia di docenti rischiano di rimanere senza lavoro. La motivazione di per sé non ha un reale senso. Il 26 novembre 2014 la Corte europea ha emesso una sentenza in risposta alla situazione di insicurezza lavorativa nella quale si trovavano alcuni docenti con contratti a termine.

Tale sentenza è stato il risultato delle istanze presentante dai docenti. La Corte europea per impedire l'abuso di precariato ha fissatoil termine entroil quale i contratti a tempo determinato nonsono più legali: i 36 mesi. Ora, per un surreale rovescio della realtà, una sentenza che mira a tutelare i docenti precari rischia di divenire il loro cappio al collo.

Docenti precari: quale destino? Sciopero di protesta

A fronte delle di assunzioni eseguite grazie al progetto Buona Scuola, ea quelle ancora da attuare post concorso docenti 2016, ci saranno numerosi licenziamenti. I docenti che appartengono alla II fascia, ovvero quelli che possiedono l'abilitazione ma non risultano iscritti in Gae (a meno che tale iscrizione non sia avvenuta in data non postuma al 2008) rischiano di non avere il rinnovocontrattuale.

Il motivo è da ricercare nella sentenza che la Corte europea ha emesso il 26 novembre 2014. Essa deriva dalle rimostranze avanzate da docenti che da anniavevano contratti a termine. E' stato così stabilito che, il limite massimo dei contratti a tempo determinato, non dovesse superare i 36 mesi. Il risultato ottenuto è il seguente: migliaia di docenti precari si ritroveranno senza lavoro una volta raggiunti i 3 anni di servizio.

Una sentenza che mirava ad abolire l'abuso di precariato, puntando sulla stabilizzazione data dalla certezza che, i docenti con contratti a termine, perdurati per un periodo equivalente ai 36 mesi, venissero finalmente sottoposti a stabilizzazione, si è tramutata nella loro condanna.

I docenti con contratti a tempo determinato perdurati per 36 mesi o prossimi alla scadenza rischiano di venire licenziati.

Una sorte non più favorevole è toccata anche ai colleghi della III fascia. A dispetto della loro professionalità e della competenza maturatain anni di esperienza sul campo, anch'essi rischiano di trovarsi disoccupati. Viene rimesso loro di non possedere l'abilitazione al pari dei colleghi di II fascia, non viene contestato loro di avere gli stessi doveri nello svolgere la professione. Il 24 novembre 2015 un gruppo di docenti, rappresentanti del movimento Docenti per i Diritti dei Lavoratori”, ha incontrato a Montecitorio alcuni esponenti del nuovo gruppo parlamentare Sinistra Italiana. Le due rappresentanze hanno discusso la difficile situazione nella quale si trovano i docenti precari. In particolare della situazione nella quale migliaia di docenti appartenenti alla III fascia si trovavano e si trovano tutt'ora.

Le loro richieste contemplavano l'abilitazione automatica dovuta ai docenti che hanno raggiunto un punteggio dato dai 36 mesi d'insegnamento; l'accesso ad un percorso per l'abilitazione che non prevedesse una selezione precedente. A distanza di quasi sei mesi la situazione non pare essere mutata. Il rischio che anche gli appartenenti alla III fascia si ritrovino disoccupati è altissimo. La Giannini non si esprime in merito ad una situazione che è degenerata fino ad arrivare al collasso. Pittoni, esponente politico della Lega, ha asserito che sono stati disposti, su scelta del suo partito mozioni ed ordini del giorno perarginare questa situazione. Questa scelta nasce dall'impellente necessità di incitare il ministro Giannini nell'esporsi e nel prendere una posizione che vede in gioco il futuro lavorativo di migliaia di precari.