Nella prossima legge di Bilancio verrà introdotta Ape allo scopo di rendere maggiormente flessibile la legge Fornero e venire, quindi, incontro ai lavoratori in procinto di andare in pensione, ma che sono stati bloccati dallo "scalone secco" introdotto proprio dalla legge Fornero. Ad essere interessati sono i lavoratori nati negli anni 1951, '52 e '53 che potrebbero andare in pensione anticipatamente ovvero al complimento dei 63 anni.

A darne notizia è stato direttamente il premier Matteo Renzi nella diretta del pomeriggio del 5 maggio al periodico appuntamento con i cittadini #Matteorisponde.

Il meccanismo di Ape

Sebbene ancora da definire nei suoi complessi dettagli economici, Ape prevede una penalizzazione graduata per chi richiede di andare in pensione anticipatamente. Questa penalizzazione si basa sul reddito del richiedente e si applica solo alla parte del montante conteggiata con il retributivo.

La quota contributiva sarebbe infatti già penalizzata dall'anticipo pensionistico stesso. 

Chi finanzia il pensionamento anticipato?

Se il lavoratore si trova in uno stato di disoccupazione il finanziamento è pubblico. Diventa invece a carico del sistema del credito (assicurazioni e banche) nel momento in cui il richiedente abbia un contratto di lavoro all'atto del pensionamento anticipato. Il sistema creditizio rientrerebbe successivamente dall'esborso grazie a rimborsi rateizzati a carico dell'Inps e dalle trattenute sull'assegno pensionistico finale. Per quanto riguarda le aziende che operano dei prepensionamenti per ricambio del personale, l'Ape sarebbe pagato dagli stessi datori di lavoro.

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Pensioni Matteo Renzi

Insomma la legge di Stabilità del 2017 ha già una proposta concreta sulla revisione del sistema pensionistico. Ape infatti avrebbe già un logo e un simbolo oltre ai contenuti descritti. Contenuti che vanno ancora discussi tra le parti per affinarne i meccanismi economici, ma che sembrano trovare ampi consensi. 

Secondo Renzi infatti il meccanismo di Ape non dovrebbe applicarsi ad una platea di lavoratori troppo estesa e il costo di tale revisione del sistema pensionistico dovrebbe arrivare a non oltre un miliardo di euro all'anno.

Nelle prossime settimane è previsto in agenda di governo una serie di incontri tra le parti per poi arrivare ad una proposta concreta da presentare a Bruxelles che rappresenta il vero snodo affinché il sistema del pensionamento anticipato per gli over 63 possa vedere la luce.

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