Buone notizie per i lavoratori esodati rimasti penalizzati dalla Legge Fornero che, nonostante l'approvazione delle precedenti misure di tutela sono rimasti ancora esclusi e non hanno potuto beneficiare del trattamento previdenziale. Il Partito Democratico, infatti, avrebbe già depositato il nuovo disegno di legge riguardante l'ottava salvaguardia.
Il Pd deposita il ddl sulla salvaguardia alla Camera
Si tratta di un intervento per il quale il Pd ha iniziato una lunga battaglia nel 2013 volto a tutelare quei lavoratori che, con l'entrata in vigore della Riforma Fornero nonostante abbiano perso il lavoro in una data antecedente il 2012, non hanno avuto la possibilità di usufruire dell'assegno pensionistico.
Come ricordato dal Presidente della Commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano, infatti, ancora circa 20 mila lavoratori attendono apposita tutela.
Damiano: 'chiudiamo la ferita aperta nel 2011'
È questo il motivo che ha spinto la minoranza Dem ad elaborare un nuovo provvedimento che stando alle previsione, non dovrebbe comportare ulteriori costi per le casse statali. "Con questo provvedimento si chiude la ferita aperta nel 2011 con l'approvazione della Legge Fornero utilizzando i risparmi maturati sul Fondo Esodati dunque senza ulteriori costi per lo Stato", ha affermato Damiano.
Anche il deputato del Pd Maria Luisa Gnecchi ha mostrato tutta la sua ammirazione verso un passo così importanteche potrebbe risolvere il problema di migliaia di esodati, ricordando che l'ottava misura di salvaguardia potrebbe riguardare i lavoratori in mobilità, gli autorizzati alla prosecuzione volontaria, i lavoratori agricoli e le collaboratrici familiari.
Misure sulla flessibilità nel ddl
Il ddl presentato alla Camera, parla anche della misura riguardante i pensionamenti a partire dai 64 anni di età anagrafica. Un intervento valido per i lavoratori che nel 2011 si trovavano privi di occupazione. Si tratta tuttavia, di un disegno di legge che dovrà essere discusso nei prossimi giorni. Un passo decisamente importante per ciò che concerne la famigerata flessibilità in uscita anche se non è di certo escluso che il Governo potrebbe porre il suo parere negativo sull'approvazione del provvedimento.