Ci sono importanti cambiamenti in vista in merito al tema dell'adeguamento all'aspettativa di vita per quanto concerne i prossimi anni. Ad anticiparli è un report della Ragioneria dello Stato, che ha stimato l'applicazione di un parametro rasente lo zero per quanto riguarda le correzioni relative agli anni 2017 e 2018. Il nuovo balzello doveva scattare a partire dall'anno 2019 ed essere calcolato sul biennio precedente, ma il 17morapporto sulle tendenze di lungo termine del sistema previdenziale è stato aggiornato con le nuove stime dei tecnici.

In pratica, si è tenuto conto delle ultime evidenze raccolte dall'Istat, con le quali si è registrato un deciso calo riguardo questo parametro. Scopriamo insieme perché e quale sarà l'impatto di questa misurazione per quanto concerne le regole di accesso all'Inps nei prossimi anni.

Riforma pensioni e AdV: il crollo del parametro sterilizza gli adeguamenti

Stante le premesse appena descritte, per comprendere meglio la materia è necessario innanzitutto fare riferimento ai dati raccolti e pubblicati dall'istituto pubblico di ricerche statistiche. Secondo quanto comunicato nei primi mesi dell'anno, per la prima volta nella storia italiana si è registrato un calo delle aspettative di vita. In particolare, il dato del 2015 rispetto al 2014è risultato per gli uomini in calo dagli 80,3 agli 80,1 anni, mentre per le donne dagli 85 agli 84,7 anni di età.

L'effetto sul parametro di calcolo utilizzato per gliadeguamenti è stato quindi di sterilizzazione, pertanto se la tendenza dovesse essere confermata anche nei prossimi anni dal 2019 non vi saranno ulteriori incrementi nei criteri di anzianità e contribuzione utili per accedere all'Inps.

Scenario previdenziale: come cambierà con i nuovi dati

Al momento l'ultimo scenario redatto dai tecnici in meritoal parametro dell'aspettativa di vita risale al 2011 e prevede un incremento graduale ma continuo dei requisiti di pensionamento. In merito a ciò, il rapporto stilato dalla Ragioneria dello Stato spiega che "a seguito dell’accertata diminuzione della speranza di vita per l’anno 2015, difficilmente l’adeguamento decorrente dall’anno 2019 potrà rispettare quanto previsto dal citato scenario demografico".

In pratica, è logico e prudenziale ritenere che l'adeguamento applicato sarà pari a zero, considerato che l'attuale normativa non permette adeguamenti al ribasso qualora il parametro risulti negativo per più anni. Questo però significa anche che nel caso in cui l'aspettativa di vita dovesse continuare a diminuire, i parametri di pensionamento resteranno perlomeno identici a quelli attualmente in corso, anche perché l'Ue chiede che l'età ordinaria di uscita dal lavoronon scenda al di sotto dei 67 anni di età. Chiaro poi che se il parametro dovesse tornare a crescere, un nuovo adeguamento al rialzo sarà comunque inevitabile. Per capire cosa succederà davvero non resta che attendere gli sviluppi successivi.

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