Continua senza sosta la discussione politica e sindacale sulla riforma pensioni. Dopo l'intervento di ieri del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Giuliano Poletti, che ha confermato l'impegno del Governo Renzi per trovare una soluzione condivisa dai sindacati sul pacchetto della flessibilità in uscita per la pensione anticipata in una cornice di rispetto dei conti pubblici e delle raccomandazioni europee, interviene oggi il presidente della commissione Lavoro pubblico e privato della Camera dei Deputati.

Pensioni e flessibilità, Damiano: chiudere confronto governo-sindacati con un accordo

Secondo Cesare Damiano, il ministro del Lavoro "fa bene ad essere prudente - ha detto commentando l'intervento di Poletti - sulle soluzioni che verranno individuate sul tema delle pensioni prima che si concluda - ha sottolineato - possibilmente con un accordo il confronto tra il Governo e i sindacati". Il ministro del Lavoro ha ribadito ieri che la discussione con le organizzazioni sindacali sta andando avanti, altri incontri si terranno nelle prossime settimane, quando il confronto sarà concluso l'esecutivo ufficializzerà le proposte e le illustrerà in parlamento. Finora il Governo Renzi ha parlato di Ape (Anticipo Pensionistico) a 63 anni con un prestito previdenziale da pagare in 20 anni.

I sindacati e anche la minoranza del Pd chiedono formule diverse, a cominciare dall'uscita anticipata 62 anni. "Noi confidiamo - ha ribadito oggi Damiano - in una soluzione che consenta, con la flessibilità, di anticipare fino a un massimo di quattro anni - ha spiegato - il momento della pensione".

La minoranza del Pd propone modifica circolare Inps su lavoratori nati nel 1952

Il parlamentare della minoranza del Partito democratico, che peraltro ha presentato nei giorni scorsi una nuova proposta di legge per l'ottava salvaguardia degli esodati, sostiene che bisogna individuare "le categorie più deboli per le quali l'anticipo, finanziario o con penalizzazioni - ha sottolineato - sia a costo zero".

Il riferimento del presidente della commissione Lavoro è ai lavoratori impegnati in lavori usuranti, ai disoccupati, agli invalidi e ai lavoratori precoci. "A questi ultimi - ha ribadito Damiano rilanciando la proposta contenuta nel ddl 857 - va consentito di andare in pensione con 41 anni di contributi. Inoltre si chiede la correzione della circolare dell'Inps sui lavoratori nati nel 1952 che secondo la minoranza dem dovrebbero già poter fare domanda per accedere al pensionamento. La minoranza del Pd di Renzi propone anche l'estensione dell'opzione donna per la pensione anticipata delle lavoratrici col sistema contributivo dopo aver valutato i dati del contatore appositamente creato per monitorare le uscite anticipata dal lavoro.