Riforma a tutto campo del Governo Renzi sugli asili nido e sulle scuole dell'infanzia per i bambini da zero a tre anni: la Buona scuola rivoluzionerà posti a disposizione e liste d'attesa, assunzioni di maestre ed educatori e, per finire, i piani didattici che saranno uniformati a livello nazionale. Le misure sono contenute nel decreto che, secondo quanto scrive Il Messaggero di oggi, 10 luglio 2016, dovrà essere emanato entro la fine di questo mese. Un provvedimento che lo stesso Matteo Renzi ha definito"bellissimo", ma che dovrà ovviamente trovare riscontro sul piano pratico.
Asili nido e scuole infanzia: occorrerà la laurea per maestre ed educatrici
Si inizierà dagli educatori, traendo quanto previsto dal Disegno di legge numero 1260 che risale, addirittura, al gennaio di due anni fa: attualmenteper l'accesso alla professione dieducatore è necessario possedere determinati requisiti e competenze che variano a seconda della regione di insegnamento. Il classico corsoregionale di tre anni, in altre parole, sarà messo in soffitta.Il nuovo decreto, infatti, uniformerà le assunzioni prevedendo l'obbligatorietà della laurea triennale, più nello specifico il percorso di studi di scienze della formazione. Nessun pericolo per gli educatori che sono già assunti: la nuova normativa varrà per chi vorrà intraprendere questa professione.
Scuole infanzia e nidi: ecco come cambierà la didattica
Verrà modificata, poi, anche la gestione delle strutture che rimarrà agli enti locali per le competenze relative al personale ed all'edilizia, ma sui finanziamenti e sui programmi educativi decideranno i ministeri del Welfare e dell'Istruzione. Pertanto, i Comuni gestiranno ancora i circa ottomila e novecento nidi direttamente, per quelli pubblici (3.656 strutture) e indirettamente per quelli in convenzione (oltre cinquemila e duecento strutture). Ma sulla didattica decideranno i ministeri per creare un percorso logico didattico-educativo che vada da 0 a sedici anni. Ed, inoltre, si cercheranno di aumentare gradualmente, secondo quanto riferito al quotidiano romano da Francesca Puglisi, senatrice del Partito democratico, i posti disponibili per i bimbi e di ridurrele liste d'attesa, così come richiesto dagli obiettivi di Lisbona che impongono l'iscrizione negli asili nido del 33 per cento dei bimbi nella fascia da zero a tre anni.