I Partigiani della Scuola Pubblica continuano nella loro azione di protesta nei confronti del governo in merito agli 'effetti' derivanti dalla riforma Buona Scuola. Questa volta è la professoressa di Diritto Gianfranca Bevilacqua a scrivere direttamente al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi e alla Ministra Giannini per sottolineare, ancora una volta, tutti gli errori della riforma.

Ultime news scuola, lunedì 22 agosto 2016: legge 107 calata autoritariamente dall'alto che devasta i sudditi

Qual è stato il più rilevante errore del Governo/legislatore, si chiede la docente, se non quello di aver ribaltato con tutta disinvoltura un assioma composto da tre step: il primo è quello secondo cui uno Stato democratico debba osservare il suo Popolo, il secondo è quello di percepirne le esigenze e il terzo quello di trasformare tali esigenze in legge a beneficio della collettività.

La legge 107 non ha osservato minimamente questi passaggi, anzi si tratta di una legge calata in modo autoritaria dall'alto, con l'obiettivo di 'devastare i suoi sudditi' e l'unico errore dei docenti è quello di aver percepito immediatamente che la legge 107 non è affatto una buona legge.

Nella lunga lettera scritta dalla professoressa Bevilacqua si parla della chiamata diretta, una regola che si 'risolve nel grazioso gradimento del direttore scolastico' (poche chances di successo, invece, per le regole del Diritto...); viene citato anche il dogma dell'algoritmo, i cui criteri di disfunzionamento vengono accuratamente tenuti segreti.

Legge 107 che va contro i principi di uno Stato di Diritto

Si parla anche di come il governo mistifichi le informazioni, come quelle delle migliaia di docenti assunti senza mai parlare della condanna della Corte Europea; dell''impacchettamento' dei docenti come se fossero merci con la conseguente denuclearizzazione delle loro famiglie; dell'istituzione del bonus premiale, utilissimo per creare un clima di astiosa competitività e della valutazione dei docenti definita come 'scellerata ignominia'; della mancanza di concertazione con i sindacati, con decisioni assunte unilateralmente; dell'alternanza scuola-lavoro e del finanziamento erogabile delle imprese a determinate scuole che finisce per creare Scuole Privilegiate e scuole 'neglette e piccine'.Tutto quanto esposto va contro i principi di uno Stato di Diritto.