La Legge 107/15 deve essere rivista necessariamente almeno per quanto riguarda alcuni importanti aspetti: prima tra tutti il sistema di valutazione in vigore, le modalità relative alle prove d’esame (distinte tra i vari ordini scolastici), la composizione delle commissioni d’esame, l’abolizione del voto in condotta e altri aspetti che disciplineranno, prossimamente, la futura 'Buona Scuola'.

Addio prove Invalsi all'esame di Stato

Per quanto riguarda questo aspetto, da quanto si apprende, sarà abolita la prova Invalsi nazionale, la quale si svolgeva, fino all'anno scolastico precedente, durante gli esami di terza media e quelli di maturità.

Essa lascerà il posto ad un semplice test che servirà, successivamente, come certificazione delle competenze per gli anni scolastici successivi. Nella scuola superiore, invece, i classici test durante l’esame di Stato saranno sostituiti da un vero e proprio colloquio in lingua inglese che servirà – i sindacati stanno facendo pressione in questo senso – all'ottenimento di una speciale certificazione, spendibile durante gli studi universitari.

Il test Invalsi verrà effettuato – lo spiega chiaramente la Senatrice Puglisi (Pd) – nel mese di gennaio prossimo. La buona notizia è che non farà parte dell’esame di Stato sia alla fine del primo ciclo di istruzione che agli esami di maturità. Gli esiti dei suddetti test non concorreranno alla formulazione finale dei voti degli alunni. Resta la necessità – a detta della stessa Puglisi – dell’obbligatorietà della partecipazione alla prova da parte dello studente, al fine del suo accesso all'esame di Stato.

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Scuola Pd

In ultima analisi, gli esiti del test effettuato in inverno saranno riportati sulla scheda di valutazione che farà parte integrante della pagella di ogni alunno. Infine, l’ultima novità che si prospetta su questo argomento, sarà che a partire dal 2017 la modalità di somministrazione della prova Invalsi, non avverrà più attraverso i voluminosi fascicoli cartacei, ma, come è avvenuto recentemente per il contestatissimo Concorso docenti 2016, attraverso le prove ‘computer based’.

Il nuovo sistema di valutazione: sarà abolito il voto in condotta

Per quanto concerne la scuola Primaria e Secondaria di Primo grado (I° ciclo d’istruzione) verrà abolito il voto di condotta. Alla Scuola Primaria non si potrà bocciare nessun alunno. Anche nella Scuola Secondaria di Primo Grado sarà quasi impossibile bocciare, se non per casi estremamente eccezionali. In particolare, la condotta e il comportamento dell’alunno non concorrerà, in nessuna maniera, alla formulazione del giudizio finale, in relazione alla media dei voti, dello stesso.

In relazione alla modalità di attribuzione dei voti si ritornerà alle vecchie pagelle in cui erano riportate le valutazioni in lettere (A, B, C, D), accompagnate con i corrispondenti giudizi analitici, i quali motivano la lettera attribuita.

Procedure e composizioni delle commissioni d’esame

In relazione alla Scuola Superiore, la bozza legislativa in oggetto, discussa nei giorni scorsi anche con le maggiori sigle sindacali, prospetta due soluzioni: la presenza di un Presidente esterno e tutti i membri interni (così come avviene oggi per quanto riguarda gli esami conclusivi del primo ciclo d’istruzione); la seconda proposta, invece, prevede tre membri esterni, tre membri interni e un Presidente esterno per tutte le classi coinvolte.

Relativamente alla Scuola Secondaria di Primo Grado (ex scuola media), invece, una soluzione – a quanto pare - trova tutti d’accorso nello stabilire che il Preside dello stesso Istituto dovrà svolgere l’importante funzione di Presidente della commissione d’esame.

Alternanza scuola-lavoro e progetti Clil

A tal proposito, la senatrice Puglisi sottolinea anche la possibilità, durante la prova d'esame, che i candidati possanopresentare alcuniimportanti progetti avviati e conclusi durante l’importante esperienza di formazione sull'alternanza scuola-lavoro o in relazione ad esperienze promosse dal Clil.

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