Aleggia il mistero attorno l’atteso bando TFA III ciclo 2016: di tanto in tanto qualche esponente del Ministero torna sull’argomento annunciandone l’imminente uscita, poi più nulla, silenzio radio fino a nuovo ordine. In tals senso si è espresso il sottosegretario Toccafondi a giugno quando, dopo mesi di silenzio, aveva annunciato la nuova tornata di Tfa III ciclo con bando previsto entro luglio, bando di fatto mai arrivato, così come non è mai arrivata spiegazione alcuna. Un annuncio ufficiale che sembrava destinato a cadere nel vuoto definitivamente, lasciando intendere che fosse complice la riforma del sistema di accesso all’insegnamento.
A metà settembre, quando tutto ormai sembrava perduto, la sorpresa: la ministra Giannini è tornata nuovamente sul tema annunciando importanti novità.
TFA ci sarà, forse già a inizio 2017
In prima istanza il Ministro si è espresso sul fatto che il bando non sia arrivato secondo i tempi previsti: tutta colpa di mobilità e concorso scuola, due importanti e vaste operazioni che avrebbero finito col mandare in tilt l’intera macchina ministeriale. A ciò c’è da aggiungere anche le ferie estive e un dibattito interno relativo alla effettiva possibilità di attivare un nuovo ciclo TFA nonostante riforma del meccanismo di accesso all’insegnamento. Come ha ricordato la stessa ministra Giannini infatti, i titoli abilitanti in futuro cederanno il passo a una laurea con crediti che abilitano alla docenza, indispensabili per arrivare al concorso e quindi al tirocinio retribuito.
Tuttavia, una riforma del genere è apparsa evidentemente complessa e realizzabile solo in tempi sicuramente non brevi, tali per cui l’Amministrazione avrebbe optato per far partire il III ciclo TFA. Il III ciclo TFA quindi secondo la Giannini ci sarà e potrebbe essere bandito, secondo TecnicaDellaScuola.it forse già a inizio 2017 e sarà a numero chiuso, rivolto cioè esclusivamente a quelle classi di concorso di cui ci sarà bisogno. Al momento, nessuna ulteriore informazione è data, sia per quel che riguarda le classi di concorso coinvolte, né tanto meno sul quando anche se decisiva potrebbe essere la giornata del 4 ottobre quando il Ministro incontrerà i sindacati e verosimilmente chiarirà la situazione.
Accesso all’insegnamento: “rivoluzione” in vista
Lasciare un buco “non è coerente con l’impegno del governo” ha dichiarato la ministra, assicurando che “ci sarà un altro ciclo di tirocinio formativo attivo” e che già “nelle prossime settimane, dopo essersi sgravata dai macigni di mobilità e concorso, l’amministrazione avrà lo spazio per condurre l’operazione, che riguarderà quelle classi di concorso che avranno bisogno di nuovi posti”. Nel corso dell’intervista la Giannini si è espressa anche circa i nuovi meccanismi di accesso all’insegnamento: non si pagherà più per acquisire l’abilitazione ma l’accesso all’insegnamento sarà al contrario subordinato ad un tirocinio retribuito (della durata di due o tre anni) cui approdare subito dopo la laurea previo concorso.
Una vera “rivoluzione” (come l’ha definita la stessa ministra) che, come riconosciuto dalla stessa ministra richiede, “anche partendo immediatamente, degli anni”.
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