L'attesissimo concorso per la selezione dei nuovi dirigenti scolastici potrebbe slittare ai primi mesi del 2017 a causa della mancata quantificazione dei posti da bandire: questo importante dettaglio deve essere concordato tra Miur e MEF e non si prevedono tempi brevi per trovare la quadra. A dispetto delle dichiarazioni di molti esponenti della maggioranza, quindi, non ci sono ancora i presupposti tecnici essenziali per una imminente pubblicazione del bando che dovrà anche accogliere le modifiche proposte dal Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione.

Le richieste delConsiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI)

In questo avvio di anno scolastico, a causa dei pensionamenti e del ritardo di oltre due anni nel bandire un nuovo concorso per dirigenti scolastici, contrariamente a quanto previsto dal D.L. 104/2013, le reggenze affidate ai dirigenti scolastici in carica sono aumentate del 10% e, secondo le previsioni, potrebbero passare al 25% per il prossimo anno. Per questo motivo ilConsiglio Superiore della Pubblica Istruzione, oltre ad emettere parere in merito allo schema del regolamento, ha indicatodiverse modifiche sostanziali alla bozza del bando onde garantire il corretto turnover ed evitare problemi legati allo squilibrio tra posti effettivamente disponibili e candidati vincitori.

Le anticipazioni sulbando ufficiale

Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione ha avanzato diversecorrezioni da integrarealla bozza del bando per renderla corrispondente alle attuali necessità della Scuola italiana. Va in questo senso, ad esempio, la richiesta di aumentare il numero dei candidati ammessi al corso di formazione, previsto dopo il superamento di tutte le prove, dal 20% al 30%. Vediamo di seguito, sulla base delle modifiche proposte dal CSPI, quali punti dovrebbe contenereil bando ufficiale:

  • Il requisito d'accesso al bando, pur riformulato, resterà legato ai 60 mesi di servizio, anche non continuativi se svolti in rapporto di tempo determinato, riconosciuti ai sensi della vigente normativa in materia di ricostruzione di carriera.
  • Sulla base dei risultatidella prova preselettiva (prevista solo nel caso in cuiil numero dei candidati al concorso pubblico sia complessivamente superiore a tre volte quello dei posti disponibili a livello nazionale), alla prova scritta saràammesso un numero di candidati pari a quattro volte quello dei posti disponibili per il corso di formazione dirigenziale e dovranno essere ammessi tutti i candidati che avranno conseguito, nella stessa prova preselettiva, un punteggio pari a quello del candidato collocato nell’ultima posizione utile.
  • Sempre in riferimento alla prova preselettiva, le domande potrebbero passare da 50 a 100 onde garantire uno spettro d'esame più ampio.
  • Per la prova scritta al candidato sarà richiesta anche la conoscenza della normativa sulla riforma in atto (Legge 107/2015) dellagestione del Rapporto di Autovalutazione (RAV), del Piano di Miglioramento (PdM),la predisposizione del piano dell'offerta formativa triennale (PTOF) nonché dell'inclusione scolastica.
  • La parte sul diritto amministrativo dovrebbe essere semplificata rispetto alla prima bozza.
  • Il quesito a risposta aperta in lingua dovrebbe riguardaresolo alcuni argomenti e non tutto il programma.
  • Per la prova orale sarà richiesto l'uso di strumenti informatici applicati alla didattica e dovrebbe esserci una diversa ripartizione del punteggio da attribuire alle materie oggetto d'esame.
  • Il corso di formazione dirigenzialesarà organizzato dalle singole Regioni in cui il candidato ha sostenuto le prove e comprenderà due mesi di formazione generale e quattro mesi di tirocinio intervallati da formazione anche a distanza.
  • Altre modifiche dovrebbero interessare la tabella di valutazione di titoli culturali e professionali.

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