Le parole di Renzi dopo lo sciopero (veritiere o meno) sulla volontà di stabilizzare i 200 mila precari della Scuola, sembrano attestare che la paura per il premier di perdere il suo posto è tanta, e purtroppo arrivano comunque tardi. Ma vediamo cosa ha detto in proposito e le novità che riguardano i 200 mila precari che hanno diritto all'assunzione, secondo le norme europee, ma che attualmente non hanno alcuna certezza.

Renzi: le parole dopo lo sciopero

Renzi dopo lo sciopero ha dichiarato che: "I precari vanno assunti", ma è una frase che non significa nulla, se non ci sono le azioni atte a farla diventare vera.

Non che il premier non abbia fatto quello che ha detto in passato, perchè Renzi ha assunto migliaia di docenti, ma ha anche cambiato molte cose nella scuola che non l'hanno migliorata, ecco il perchè di tanto malumore tra i docenti. Inoltre, non ha incluso nel suo piano di assunzioni il personale Ata, che hanno ricevuto un'altra porta in faccia di recente, quella della Cassazione che ha negato il diritto all'assunzione e anche al risarcimento, se non in presenza di alcuni presupposti.

Alla luce di tante cose accadute, tutti nella scuola hanno nuovamenre incrociato le braccia per manifestare il proprio dissenso verso i propri diritti negati da questo esecutivo e da questa sentenza della Cassazione, che è positiva solo per alcuni.

Il presidenre Anief si è detto soddisfatto delle parole del premier, che sono seguite allo sciopero, quest'ultimo ha detto che: “nella scuola ci sono 200mila precari, non puoi azzerare tutto e fare un concorso nuovo: verso quelle persone hai assunto un’obbligo”.

Necessari interventi legislativi per i precari

Pacifico ha accolto positivamente la comprensione per i precari di Renzi, ma adesso dalle parole si deve passare ai fatti, "ai buoni propositi devono fare seguito degli atti normativi" che in questo caso non ci sono e si rischia di aspettare ancora a lungo il loro arrivo.

Per veder cambiamenti a oggi nella scuola si deve attendere molto, visto che l’on. Maria Grazia Rocchi, di recente, ha richiesto il posticipo a luglio del 2017 dell’approvazione della delega, sul riordino delle disposizioni normative in materia di istruzione e formazione. Come si andrà avanti? Nel frattempo, la vita di migliaia di precari della scuola, rimarrà in stand by?

Pacifico ha infine aggiunto che ora che Renzi ha manifestato la sua volontà di dare una soluzione finale ai precari e dovrebbero rendersene conto anche i nostri parlamentari, procedendo alla votazione dei 70 emendamenti contenuti ella Legge di Stabilità.

Se così non fosse la parola "tornerà ancora una volta ai tribunali italiani e transnazionali”.

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