"Il capitolo precoci è certamente lontano dall'obiettivo che ci eravamo proposti": lo afferma la Cgil all'interno della propria Nota sulla Legge di bilancio 2017 diramata nel pomeriggio di ieri, con la quale esprime un giudizio in chiaroscuro sul Ddl, evidenziando che non corrisponde pienamente alle necessità espresse dal Paese. Pur registrando come positiva l'introduzione della Quota 41 per i lavoratori precoci e la pensione di anzianità, il sindacato esprime la distanza del provvedimento rispetto a quelle che erano le legittime aspettative dei pensionandi.

"Serve fare ancora tanta strada" si legge all'interno del documento redatto dalle parti sociali, al fine di "affermare che i 41 anni sono sufficienti per il riconoscimento della pensione di anzianità". Tra i risultati positivi va invece ascritta la misura destinata all'eliminazione delle penalizzazioni sulle uscite anticipate dei precoci, che scompaiono in senso strutturale dai meccanismi di accesso alla quiescenza pubblica per questa particolare tipologia di lavoratori.

Riforma pensioni e lavori gravosi: serve trovare criteri rigorosi

Per quanto concerne invece la vicenda delle tutele previste all'interno della LdB2017 in relazione ai lavori gravosi, la Cgil sottolinea prima di tutto che la discussione del capitolo durante il confronto con il Governo "è frutto della nostra iniziativa ed è importante l'obiettivo di trovare criteri rigorosi per definirli".

Lo scopo consiste nel facilitare l'ingresso nella pensione pubblica tramite il criterio dell'anzianità, fermo restando che le ipotesi di flessibilizzazione del sistema devono tenere conto delle condizioni lavorative specifiche vissute dal pensionando. Un riferimento che va a collegarsi in modo diretto ai criteri di uscita dal lavoro della cosiddetta APE social, che nella pratica secondo il sindacato funge da "super ammortizzatore sociale", destinato a situazioni di emergenza in età avanzata.

Resta comunque la contrarietà espressa dalle parti sociali per l'introduzione di vincoli restrittivi, ovvero i "36 anni di contributi ed i 6 anni di consecutività". Due parametri che vanno ad impattare negativamente sull'intento di apertura ai prepensionamenti, visto che rendono più difficile il raggiungimento dei requisiti e di conseguenza provocano un restringimento rispetto alla platea potenziale degli aderenti.

Pensioni anticipate: Cgil contraria all'APE volontaria

Infine, per quanto concerne il cosiddetto Anticipo Pensionistico Generale (conosciuto anche con l'acronimo dell'APE volontaria), la Cgil torna ad esprimere la propria contrarietà verso la misura. Secondo i rappresentanti dei lavoratori, non si tratta di un meccanismo sperimentale di prepensionamento, quanto piuttosto di "uno strumento finanziario che scarica sui pensionandi le sbagliate rigidità del sistema". In vista dei prossimi appuntamenti di confronto, il sindacato si impegna quindi ad aprire delle assemblee utili ad informare gli iscritti, per costruire "le condizioni di prosecuzione della vertenza".

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