Mentre sulla mobilità 2017/18 pare che Miur e sindacati abbiano trovato il punto d'incontro, per la chiamata diretta nella Scuola non si può dire la stessa cosa. Nella giornata di ieri 24 gennaio, il Miur ha presentato la sua proposta circa i criteri oggettivi di cui si è tanto parlato e chiesti a gran voce dai sindacati. Purtroppo, riferisce Turi della UIL, la bozza ministeriale 'non è una proposta seria'. Sembra più una 'provocazione'. Per quale motivo?

Miur e chiamata diretta: la trattativa si blocca

Sembrava che il Miur fosse d'accordo sulla stesura di criteri oggettivi e trasparenti che invalidassero la possibilità che l'assegnazione dell'incarico del docente nella scuola tramite chiamata diretta dipendesse dalla discrezionalità del dirigente. Eppure la bocca che il Miur ha mostrato ai sindacati contiene una griglia con una lunga lista di criteri, alla fine della quale si ripropone il colloquio 'assunzionale'.

Ma i docenti sono già assunti, fa notare Turi, e mantenendo il colloquio rimane anche la discrezionalità del DS. L'oggettività non esiste più. Quindi criteri e colloquio non possono coesistere, perché l'uno invalida gli altri. Tanto varrebbe lasciare solo il colloquio.

Mobilità 2017/18: i sindacati hanno le loro proposte

La Uil afferma che alcuni nodi sulla mobilità 2017/18 vanno ancora sciolti e che la chiamata diretta è da rivedere.

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I sindacati faranno ognuno le proprie proposte, ma vi è unità d'intenti. Per la UIL i criteri non dovrebbero essere più di 4 e dovrebbero tener conto dell'esperienza e dell'anzianità di servizio, cosa che la bozza del Miur non cita nemmeno. Se non si trova questo accordo potrebbe saltare tutta la mobilità. Il Miur ha bleffato finora? Turi riferisce che sebbene l'atmosfera non sia quella dell'anno scorso, "c’è ancora qualche giapponese che non ha capito che la guerra è finita".

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