La ministra Fedeli torna a parlare del precariato e lo fa davanti alle commissioni della Camera e del Senato.

Ieri, davanti alle Commissioni riunite del Parlamento, il tema del precariato docente è tornato alla ribalta in relazione alla riforma in atto sul reclutamento docenti.

Docenti precari e nuovo concorso a cattedra: il possesso dell'abilitazione spiana la strada verso il ruolo.

Come si evince dalle parole del ministro Valeria Fedeli, in occasione del suo intervento ieri davanti alle commissioni riunite del Parlamento e del Senato, la riforma in atto sul reclutamento docenti prevede una disciplina transitoria specificamente approntata per un "segmento importante" costituito dal personale docente precario nelle varie Istituzioni scolastiche.

Il decreto legislativo in mano alle Commissioni sul reclutamento docente e sulla formazione iniziale del personale docente, in particolare, disciplina, in particolare l'ipotesi specifica di chi lavora come precario nella scuola ed è già in possesso dell'abilitazione all'insegnamento.

L'art.17 del decreto legislativo sul nuovo reclutamento docente prevede, infatti, che il docente precario abilitato possa, dunque, ottenere il ruolo sui posti disponibili dopo aver sostenuto e superato un unico esame (orale).

Concorso a cattedre: i precari non abilitati di III fascia possono entrare in ruolo con un concorso semplificato.

Il decreto legislativo al'esame delle Commissioni parlamentari in questi giorni stabilisce una fase transitoria dove è prevista una ghiotta occasione per i docenti precari di III fascia non abilitati.

Chi insegna nelle Istituzioni scolastiche pure non avendo l'abilitazione, purchè abbia maturato ameno 36 mesi di servizio, potrà, non solo partecipare al nuovo concorso a cattedra, ma ottenere il ruolo attraverso un percorso concorsuale semplificato che prevede un solo esame scritto da affrontare invece di due.

Inoltre, a chi ha maturato almeno 36 mesi di insegnamento, la disciplina transitoria del nuovo decreto legislativo sul reclutamento consentirà un tirocinio più breve rispetto al triennale previsto per i docenti che risulteranno nuovi vincitori del prossimo concorso a cattedra.

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